Google accusa la crisi globale. E voi pensate davvero di essere al sicuro?

La notizia ha ormai qualche giorno, ma vale la pena spenderci qualche parola e rifletterci su. Google ha annunciato che taglierà sui lavoratori con contratto a termine, che sono circa 10.000 su 30.000 totali.

Innanzi tutto sfatiamo un po’ di miti: l’annuncio è stato da più fonti equivocato, naturalmente non si tratta di 10.000 licenziamenti (che sarebbe cosa assai grave), bensì, come annuncia Jane Papers al Wall Street Journal

“Stiamo pensando da tempo, prima della fase acuta della crisi economica, di ridurre in modo significativo il numero dei lavoratori a contratto”

Ridurre in modo significativo non vuol dire naturalmente tutti. Alcune fonti sembrano suggerire un numero superiore, ma comunque attorno ai 1000 licenziamenti. Una cifra che guardata in prospettiva assume comunque il suo certo peso: in Italia un’azienda viene considerata “grande” quando ha più di 500 dipendenti…

L’altra notizia interessante, che certamente è un altro pezzo del puzzle, è la chiusura di Lively. la scusa ufficiale è che vogliono gestire meglio le risorse, ma non è difficile leggere dietro a questa una più tangibile e reale: se prima avevano i fondi per finanziare progetti collaterali, ora questi fondi non ci sono più, o quantomeno sono calati drasticamente. Si vocifera infatti dell’abbandono di altri progetti collaterali come Google Video e Google Knol.

Morale della favola: sebbene venga lasciato intendere (vedere la dichiarazione della Papers di cui sopra), che la crisi economica non stia influenzando Google, è evidente che sono in corso delle manovre orientate al risparmio. Il fatto che ci pensavano da tempo vuol dire che sono lungimiranti, non certo che sono invulnerabili. Anzi, per certi versi il fatto stesso che le abbiano messe in atto lascia capire proprio il contrario.

Detto questo, rilancio la domanda a tutti gli operatori di internet marketing italiani all’ascolto: pensate davvero di essere al sicuro?

Martino

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SearchWiki di Google, per una ricerca più social

Ennesima novità da google questa mattina, in un periodo di pieno sviluppo dei servizi social google fà un passo da gigante ed estende questa funzione alle sue ricerce.

Disponibile solo per pochi utenti per ora, google a però indicato di voler estendere queste nuove funzionalità a tutti i suoi utenti.

Il servizio da la possibilità di dare i commenti ai risultati delle ricerche, vedere quelli degli altri utenti e affossare o far salire i siti in maniera molto simile a quanto succede su digg, ecco allora che siti dal contenuto poco intersssante non usciranno con buone posizione nei risultati ma saranno superati da siti giovani ma che propongono dei prodotti o dei servizi interessanti per gli utenti del motore.

Tutto questo porterà ad una grossa rivoluzione nelle serp e l’attività di seo dovra obbligatoriamente essere integrata da una produzione di contenuto valido, nuovo e costante.

Per aggiungere tutti questi servizi google a fatto uso di WikiaSearch un servizio che Cedric Dupont, Product Manager di Google, ha definito rivoluzionario.

Per una piccola panoramica del servizio vi invito a guardare il video proposto qui sotto che mostra alcune delle funzionalità disponibili.

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=t8Pl1H0dIXE]

Ernesto

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Twitter spiegato in maniera semplice ed efficace

Di twitter parlo moltissimo negli ultimi tempi ma mi rendo conto che non tutti hanno già avuto a che fare con questo strumento.

Questo video spiega di cosa si tratta e come và utilizzato.

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=ddO9idmax0o]

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Siti e applicazioni web 2.0 della settimana

Purtroppo la scorsa settimana non ho avuto un momento libero per scrivere il “post della settimana” per farmi perdonare questo sarà più ricco del solito :)

Twollow

Un servizio gratuito interessante che permette di aggiungere in automatico tutti gli account twitter che contengono una determinata parola chiave. Lo ha segalato Juliusdesign.

.Htaccesseditor

Un applicazione online in grado di generare file .htacces personalizzati, molto utile se non si è ferrati in materia, dispone di moltissime opzioni ed è gratuita.

Xray

Un sito molto utile che permette di aggiungere un pulsante ai preferiti, da usare nell’analisi di siti web, per scoprire tutte le proprietà dei vari componenti. Se siete dei webdesigner diventerà il vostro coltellino svizzero.

Ernesto

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Jerry Yang si dimette. Quale futuro per Yahoo?

Ok, questo sarà l’argomento del giorno ma è una notiza troppo grossa per far finta di nulla. Jerry Yang, storico co-fondatore di Yahoo, si dimette dalla carica di amministratore delegato.

E’certamente la ratifica di un fallimento che è sotto gli occhi di tutti da mesi ormai. Ma andando al di là di questo, è anche un forte segnale che qualcosa di grosso si sta muovendo sul mercato dei Motori di Ricerca. Da una parte Google ormai fa la parte del leone. Dall’altra (a Redmond) si cerca con la pura forza del capitale di andare all’arrembaggio. Sullo sfondo, una crisi globale che non piace a nessuno, anche perché se i soldi scarseggiano, anche la pubblicità soffre. E sì, soffre anche la pubblicità su internet, è inutile che stiamo a guardarci le punte delle scarpe facendoci belli perché “il nostro è un mercato in costante crescita”.

In ogni caso, la domanda che sorge spontanea è: e ora? E’ davvero concreta a questo punto la possibilità di un acquisizione di Yahoo! da parte di Microsoft? Se ne è parlato fino allo sfinimento, è certamente presto per dire se in meglio o in peggio, ma di sicuro c’è che lo scenario sta per cambiare.

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Social Bookmarking: servizi utili o spam?

Oggi ho passato la giornata a spaccarmi letteralmente la testa tra le miriadi di servizi di social bookmarking disponibili nell’intera rete. Sono tanti. Tantissimi. E ognuno cerca di essere innovativo a modo suo per farsi strada in mezzo a questa concorrenza che è diventata ormai spietata.

Il risultato naturalmente è che ogni strumento è diverso da usare. Delicious è diverso da Digg che è diverso da Faves e potrei andare avanti all’infinito. L’uso di ciascuno di questi strumenti quindi non è esattamente immediato.

La domanda che mi è sorta spontanea alla fine di tutto è: c’è davvero bisogno di tutti questi servizi? O stiamo semplicemente sovraccaricando la rete di un mare di informazioni inutili?

Martino

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Siti e applicazioni web 2.0 della settimana

Typeroom

Editor di pagine direttamente online su materiale online, permette di editare le proprie pagine in maniera semplicissima senza dover conoscere una riga di html. Richiede registrazione ma è gratuito.

Vectormagic

Un applicazione web per trasformare le vostre immagini raster in immagini vettoriali nei formati più coosciuti.E’ gratuito e non richiede registrazione.

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Mapgie: guadagnare con la pubblicita su twitter?

Oggi e ieri si è parlato molto nella rete di Mapgie, perciò cercherò di fare una breve descrizione del servizio, cercando di essere il più possibile obiettivo.

Mapgie è un servizio basato sul classico standard del mondo dell’advertising, ovvero da un lato abbiamo il cliente che vuole promuoversi e dall’alto un editore disposto a pubblicizzarlo, lo scopo delle agenzie non è altro che mettere in comunicazione questi 2 soggetti.

Mapgie non ha nulla di diverso dalle solite compagnie di advertising ad eccezione di un particolare che riguarda gli editori.

Non si tratta di siti web infatti ma di account twitter, che per chi non lo conoscesse citando la sempre cara wikipedia

una rete e un servizio di microblogging che permette agli utenti di mandare aggiornamenti

il servizio, è basato su una dinamica di following, ovvero io seguo qualcuno perchè mi interessa ciò che a da dire e viceversa gli altri mi possono seguire se sono interessati a cio che dico.

Uno strumento molto divertente che permette di seguire da vicino le dinamiche della blogosfera ma non solo, tanto divertente ed utile che sia io come ernesto_seorama che Martino come martino_seorama ci siamo fatti un account.

Ebbene, magpie a pensato di acquistare delle segnalazioni publicitarie ad alcuni utenti del servizio, chi seguiva tali utenti quindi si è visto recapitare diverse twittate pubblicitarie con risultati non sempre positivi.

L’iniziativa a avuto comunque grande risonanza nella rete, ne hanno parlato diversi blogger tra cui catepol e napolux che hanno dato dei pareri piuttosto negativi a riguardo.

Il dubbio principale infatti è che la pubblicità cominci ad occupare sempre più spazio con il riscio di non poter più seguire una conversazione, inoltre il rischio di defollow è molto alto, magari perdendo followers con cui si era in buoni rapporti e rovinando la propria immagine nel caso di aziende con un account twitter.

Il tema è ancora molto caldo e ne sentiremo parlare a lungo immagino.

Per restare aggiornati seguite la conversazione che si è scatenata su friendfeed.

Ernesto

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