Indicizzare un sito in Flash? Adobe si sta muovendo…

Notizia abbastanza fresca, Adobe si sta muovendo di nuovo per migliorare l’indicizzazione dei siti in flash.

Nel Search Engine Optimization (SEO) Technology Center, all’interno della sezione per svilupatori del sito Adobe, sono comparse da qualche giorno due nuovi annunci, uno dei quali non è altro che una raccolta di buone pratiche di ottimizzazione: Search optimization checklist for RIAs.

Non ci sono particolari novità, rispetto a quanto già di uso comune nell’ottimizzazione di siti in flash. Forse il commento relativo al creare URL univoci per le sezioni importanti del filmato flash, anche se si tratta più di un consiglio per svilppatori che per SEO che si trovano il sito già fatto e devono intervenire a SWF già esportato e concluso :) .

Ad ogni modo, emerge chiaro che Adobe consiglia di mettere in atto quante più strategie possibili al di fuori del flash stesso (<noscript>, pagine univoche, ecc.), cosa che mi fa pensare che ci siano di fatto difficoltà insormontabili nell’indicizzazione del filmato in sè, che resta quindi come ora la bestia nera per un buon posizionamento sui motori di ricerca.

Martino

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Grande Fratello o semplice calcolo delle impression?

Prendo le mosse da quest’articolo che ho letto stamattina su Repubblica.it:

A Parigi lo spot adesso ti spia La città contro i pannelli hi-tech – Scienze – Repubblica.it.

Si tratta, a quanto ho letto, di un espositore di cartelloni pubblicitari che tramite dei sensori riesce a tenere traccia di quante persone si fermano davanti al cartellone e per quanto tempo lo fanno. A quanto pare, la gente è rimasta negativamente colpita da questa iniziativa, sollevando una serie di proteste.

Mi sono subito venute in mente un paio di considerazioni interessanti.

1) di fatto quel cartellone non fa altro che contare le “impression” e il “tempo di permanenza”. Una cosa che per chi si intende di Web Analytics è proprio la base dell’analisi del comportamento dell’utente. Roba elementare insomma (e quasi superata oggi: ormai si parla di analisi del ROI tramite la segmentazione dei canali). Eppure se lo si fa su internet, nessuno si scandalizza, anzi. Ma quando si cerca di fare la stessa cosa dal vivo, la gente protesta. E’ una cosa devo dire molto curiosa che può avere mille motivazioni valide.

2) è evidente che questo sia un tentativo per la pubblicità “analogica” di inseguire quello che fa della pubblicità “digitale” un canale potenzialmente vincente: la tracciabilità dell’utente e l’analisi del comportamento. Interessante perché vedo da un lato che ci si accorge finalmente dei vantaggi del poter analizzare il comportamento delle persone di fronte alla pubblicità (senza limitarsi a contare i numeri in termini di share). Dall’altro perché è evidente che sono le aziende stesse che iniziano a chiedere un genere di pubblicità il cui rendimento sia documentabile.

E voi che ne pensate? Tracciare il comportamento di fronte ad una pubblicità nella “vita reale” vi sembra scandaloso? Ma poi, quello che fate su internet, non è pure quello “vita reale”?

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Gfail: Gmail di nuovo down. Ma allora è un vizio!

Ore 10.25, di nuovo l’infallibile rete di contatti di Twitter mi segnala che Gmail è down.

Di nuovo.

Al momento a me funziona ancora, ma non so per quanto. Forse sono fortunato ed il mio datacenter non è stato toccato. Vedremo.

Nel frattempo, si sparge la voce…

http://search.twitter.com/search?q=gmail

UPDATE @ 10,32 AM |——————————

Il down a quanto pare è stato di pochi minuti, già hanno sistemato. Io nel frattempo resto ancora sbalordito della velocità di propagazione delle notizie su Twitter.

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