Visite a pagamento dai partner di ricerca di Google: come le vede Analytics?

In questi giorni, ho analizzato i dati di Google Analytics di una campagna CPC, attivata per un cliente sia su Google.it sia sulla rete dei partner di ricerca. A catturare la mia attenzione sono state le visite provenienti dal motore Ask, che presenta tra gli annunci sponsorizzati anche i nostri.

Prima di procedere, è utile precisare che per “partner di ricerca” si intendono tutti i siti dei servizi offerti da Google, nonché i motori di ricerca che si appoggiano in modo più o meno esclusivo ai risultati di Google. Se volete approfondire, vi segnalo questo articolo di Sean Carlos, da cui proviene l’immagine qui sotto.

Schema partner di ricerca Google

Schema dei partner di ricerca di Google
Fonte: http://antezeta.it/news/risultati-da-google

Tornando alla mia analisi, tra le visite provenienti dal motore Ask ho notato URL utilizzate solo per gli annunci sponsorizzati, alle quali Analytics ha associato come mezzoorganic” e non “CPC“. Al fine di identificare queste visite, come potete vedere dall’immagine qui sotto, ho creato un segmento avanzato per isolare le visite da Ask.

Segmento avanzato analytics per isolare la sorgente Ask

Successivamente, per le pagine che abbiamo utilizzato solo per le campagne CPC ho aggiunto, come dimensione secondaria, il mezzo.

dimensione secondaria "mezzo"

Dimensione secondaria “mezzo” aggiunta all’elenco delle pagine

Dal risultato ottenuto ho dedotto che, per le pagine utilizzate solo per le campagne CPC (escludo quindi che siano state indicizzate dal motore e presentate tra i veri risultati organici), le visite provenienti dagli annunci sponsorizzati sulla rete dei partner di ricerca (ad esempio Ask, Libero, ecc.) vengono considerate “organiche” e non “a pagamento“.

Non soddisfatta, ho esteso l’analisi ad altri clienti, provando ad isolare le conversioni che Adwords attribuisce alla rete dei partner di ricerca e cercandole in Analytics. Isolando un giornata in cui abbiamo registrato una sola conversione in Adwords e due in Analytics (una attribuita al diretto e l’altra a Google/CPC), sembrava che la mia conclusione non fosse valida. Riprendendo lo schema dei partner di ricerca, chi arriva dai servizi di Google, ad esempio Gmail, potrebbe ricadere nella catalogazione Google/CPC.

Conclusioni

Le visite/conversioni provenienti dalla rete dei partner di ricerca vengono riconosciute da Google Analytics talvolta come organiche e talvolta a pagamento. Nel secondo caso, la sorgente associata è sempre Google e la vera origine viene mascherata.

La documentazione fornita da Google a riguardo è molto scarsa, perciò le mie conclusioni sono assolutamente personali. Naturalmente, accetto commenti. 🙂

 

 

 

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