Google cambia le carte in tavola aggiornando Keyword Planner

Brutta, bruttissima notizia per tutti gli addetti ai lavori e gli appassionati di ottimizzazione per i motori di ricerca: in questi giorni, Google ha aggiornato lo strumento di maggiore rilevanza nel mondo SEO: il Keyword Planner, che aggrega adesso il volume di ricerca di keyword simili.

SEO: Aggiornato il Keyword Planner

La novità arriva, come spesso accade, senza nessun comunicato ufficiale o avviso nelle proprie pagine. Con questo aggiornamento, non vengono più mostrati i volumi di ricerca per le singole keyword e query di ricerca, ma i dati di traffico di keyword semanticamente simili vengono aggregati.

Non è quindi più possibile visualizzare le stime sui volumi di ricerca per varianti di keyword, in modo da capire quali fossero le espressioni maggiormente ricercate, né di conseguenza mettere in atto strategie di contenuti mirate ad intercettare il maggior volume di traffico possibile.

Questo aggiornamento ha una seconda implicazione molto importante, non essendoci, come detto, nessun tipo di comunicazione a riguardo, alcuni professionisti o seofiti potrebbero non rendersi conto dell’aggiornamento e per questo sovrastimare di molto i volumi di impression delle keyword d’interesse.

Da alcuni primi test sembra che le keyword che vengono aggregate siano:

–       Plurale con singolare per ogni parola della query di ricerca

novità seo–       Acronimi e la loro versione per esteso

novità seo–       Varianti “declinate” (es. organizzatore, organizzazione)

–       Parole scritte con o senza spazio intermedio (es. weekend / week end)

–       Parole con o senza segni di punteggiatura (es. d’accordo / d accordo)

Se dal punto di vista di keyword advertising (per cui il Keyword Planner è stato progettato), ha senso che Google aggreghi varianti simili dello stesso termine, dal punto di vista SEO questo è un enorme problema: infatti, varianti simili della stessa parola possono portare a risultati totalmente differenti sul posizionamento di un sito.

Probabilmente questo cambiamento è collegato al fatto che Google ha anche iniziato a limitare l’accesso al Keyword Planner solo agli account che hanno campagne AdWords attive, e che riguardo a AdWords il bidding su varianti simili della stessa keyword non comporta nessuna differenza. Sicuramente, però, questo comporta una diminuzione significativa dell’utilità di questo tool per chi lo utilizzava non per il suo “scopo originale” ma unicamente per ottenere informazioni relative ai volumi di ricerca.

Non è da escludere a priori che Google, dopo questo passo, possa pensare di rendere ininfluenti le variabili simili di keyword anche per quanto riguarda le ricerche organiche, ma per ora sicuramente sarà più difficile orientarsi sulle migliori keyword da utilizzare.

2 comments

  1. Andrea
    4 luglio 2016

    Lo spettro di risultati dato dalle keyword così aggregate è molto meno informativo rispetto a quanto accadeva fino ad ora.
    Sarà molto più utile solo per chi ha campagne attive mentre tutti gli altri dovranno spostarsi a ricercare i volumi su altri strumenti e ad usare Trends per generiche informazioni.

  2. Cosimo
    7 settembre 2016

    E ora cosa si fa? Quali possono essere gli strumenti alternativi?

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