Le 16 tendenze del Marketing Digitale nel 2017

Nell’ultimo anno abbiamo assistito a evoluzioni del marketing e della tecnologia digitali, come i video in streaming sui social network Facebook o Instagram, o l’uso della realtà virtuale ed aumentata per generare nuove esperienze per gli utenti. Quali saranno, invece, le tendenze per il 2017?

tendenze digitali 2017

Abbiamo raccolto le previsioni degli esperti del nostro Gruppo internazionale T2O media in diversi ambiti digitali: e-commerce, content marketing, tecnologia, posizionamento sui motori di ricerca, customer experience. Vediamole insieme!

E-commerce: nuove vetrine e una migliore esperienza di Integrated Commerce

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1) Marketplace

Essere presenti sui vari marketplace è oggi un elemento chiave per i marchi che vogliono vendere online: queste vetrine sono molto facili da usare e permettono di raggiungere un numero molto più elevato di utenti. Basti pensare che ormai i marketplace sono utilizzati come motori di ricerca al posto di Google e/o Bing.

In questo senso, David García, Head of Paid Media di T2O media Messico, afferma che creare strategie all’interno dei principali marketplace come Amazon, Ebay, Aliexpress, ecc., è il modo migliore per attirare nuovi potenziali clienti. Si tratta, cioè, di intercettare e catturare l’attenzione di quegli utenti che effettuano ricerche all’interno dei marketplace per portarli poi ai propri prodotti.

Seguire questo trend, combinando pubblicità a pagamento e ottimizzazione delle schede prodotto, significa ottenere maggiore visibilità per il proprio brand o negozio all’interno di questi “centri commerciali digitali” ed ottenere una vetrina in più per il proprio business.

2) E-retailing

“Questa tendenza sarà uno dei principali driver del 2017”, commenta il nostro CEO di Webperformance Alessandro Scartezzini. “Lo scenario del commercio digitale, infatti, è cambiato: possiamo dire di aver assistito alla nascita del “Superconsumatore”, connesso 24/24h e con l’abilità di spostarsi su diversi dispositivi e canali. 

Allo stesso modo, abbiamo constatato la trasformazione del processo d’acquisto, che non è più lineare ma caratterizzato da una forte e continua interazione tra reale e virtuale fin dalla prima fase di ricerca di un prodotto o servizio.

La sfida del 2017 è comune, quindi, ad aziende e agenzie: lavorare  alla creazione di una nuova ed efficace alleanza tra negozio fisico e virtuale, a strategie multicanale e omnicanale capaci di soddisfare il nuovo consumatore”.

3) Mobile Customer Decision Journey

“Nella fasi del processo decisionale di un consumatore il mobile è sempre più presente, non solo nella ricerca ma anche nella comparazione, in-store, e in generale in tutti i momenti pre-acquisto, acquisto e post acquisto”, sostiene Laura Tallón, Strategy Director di T2O media Spagna.

Occorre, quindi, focalizzare la propria presenza su mobile per raggiungere la propria audience in ogni micro-momento del processo d’acquisto.

“Questo è cruciale in particolare quando si parla del settore Retail, dove il 78% dei consumatori è disposto a concedere ai negozianti di utilizzare le informazioni relative ai propri acquisti in cambio di un’esperienza di valore e più personalizzata”.

Content Marketing: nuovo focus e formati

Tra i cambiamenti che il Content Marketing sperimenterà quest’anno, lo spostamento del focus dal prodotto o servizio al consumatore: grafica, testi, foto e video saranno incentrati sullo stile di vita di quest’ultimo, con l’intento di una più alta personalizzazione e capacità di raggiungere tutti i segmenti.

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4) Immersive Content

Laura Tallón sostiene che questa tendenza sta per segnare una svolta nel modo in cui l’audience interagisce con i contenuti video e li consuma. “Attraverso le versioni di HTC Vive, Oculus Rift, PSVR e Pokémon Go con Unity di Niantic Labs, realtà virtuale e realtà aumentata sono state un importante progresso nel 2016. Nel 2017 si prevedono ulteriori miglioramenti significativi sia nei dispositivi immersive sia nei software.”

5) Social VR (Virtual Reality)

Le reti sociali virtuali promettono un’esperienza molto più personale tra i membri che, senza essere vicini, possono avere una rappresentazione delle altre persone e interagire con loro mediante visori di realtà virtuale. Se durante l’ultimo anno abbiamo assistito a diversi passi nell’attuazione della realtà virtuale, tanto nelle reti sociali quanto negli altri ambiti del marketing digitale, nel 2017 ci saranno sicuramnte molti nuovi sviluppi.

6) Gif, mini video, foto e video 360°

Nel Content Marketing dei Social Media, la tendenza di contenuti visivi in formati Gif, mini video, foto e video a 360°,  continuerà ad essere protagonista anche nel 2017. Lo afferma Paulina García, Content Marketing Strategist di T2O media Messico: “Gli utenti vogliono vedere contenuti interessanti e attraenti, anche per quanto riguarda la forma. Per esempio, siamo passati da immagini Gif a mini video.”

“Quello che succederà nel 2017 è l’utilizzo di foto e video a 360°, una funzionalità che nel 2016 Facebook ha introdotto ma che poche marche hanno utilizzato (ad eccezione di aziende turistiche e alcuni musei). Si prevede che quest’anno, invece, sempre più brand utilizzeranno questo tipo di contenuti per allinearsi alla tendenza“.

Come dice Paulina, le foto panoramiche esistono da tempo ma ora ma stanno tornando in voga per i visori di realtà aumentata e virtuale. I video a 360°, invece, sono più recenti ma hanno ottenuto un’enorme attenzione del pubblico. Varie marche stanno così iniziando a generare contenuti con questi formati, mentre imprese come Google, GoPro e Facebook, stanno promuovendo queste tecnologie.

7) Social Streaming

Con l’avvento di Periscope e altre applicazioni, la trasmissione di live video è diventata sempre più comune e ha ottenuto un grande impatto sugli utenti. Questo ha portato altre reti sociali a lanciare la propria app per lo streaming, come Facebook Live e Instagram Stories. Alcune marche hanno già colto la palla al balzo, iniziando a trasmettere i propri eventi o lanci di prodotti/servizi perché il pubblico possa seguire tutto nei minimi dettagli.

I contenuti video in live streaming rappresentano certamente una nuova opportunità di comunicazione. Facebook ha saputo sfruttarla bene, permettendo alla propria community di assistere a tutto ciò che sta accadendo senza abbandonare la piattaforma. Un esempio che ha funzionato molto bene è quello delle elezioni negli Stati Uniti: molti cittadini, che forse non avevano seguito i dibattiti attraverso i mezzi convenzionali come la televisione, si sono interessati alle informazioni e aggiornamenti in live streaming pubblicati da diversi media editoriali su Facebook.

La sfida per i brand, secondo Paulina García, Content Marketing Strategist di T2o media Messico, è capire come aderire a questa nuova tendenza in modo creativo, arricchendo l’esperienza del consumatore.

Tecnologia: Programmatica on-off, Integrazione e Business Intelligence

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8) Pubblicità programmatica – Out of home, Video e TV

La pubblicità programmatica è una delle tendenze digitali più importanti, perché permette ai consumatori di ottenere informazioni di loro interesse e alle marche di raggiungere gli utenti più interessanti per il proprio business. Al fine di ottenere una miglior rendimento delle campagne, si automatizzano processi come negoziazione, amministrazione e distribuzione della pubblicità digitale attraverso l’uso dell’Intelligenza Artificiale e dei Big Data.

In questo senso, Jorge Tarancón, Paid Media Director di T2O media Spagna, precisa che “negli ultimi anni abbiamo assistito alla nascita dell’acquisto programmatico e la scommessa del 2017 sarà di iniziare a estenderlo esternamente attraverso le DSP. Negli ultimi mesi abbiamo fatto diversi test e il mercato dispone già della tecnologia necessaria per rendere questo modello scalabile. Senza dubbio è un passo in più per smettere di trattare la pubblicità on e off come due compartimenti stagni”.

David García aggiunge: “Anche se tutti nel settore dicono di aver fatto esperienza col Programmatic, che sanno come funziona e di avere la propria opinione (“Io lo ho usato però… non mi piace; Sì, è vantaggioso ma… richiede troppo tempo; Sì, so cos’è però… meglio che non lo usiamo”, ecc.), pochi sanno utilizzarlo e ancora meno persone hanno accesso diretto a una DSP.” 

“Riguardo alla situazione in LATAM” continua, “il Programmatic in Messico deve fare un salto in avanti per poter un giorno effettuare campagne programmatiche anche in tivù, come avviene in USA. Nel 2017 finalmente si inizierà a considerare l’acquisto di video in Programmatic“.

9) Integrazioni di piattaforme e Business Intelligence

“Attualmente è raro incontrare un cliente con tutte le piattaforme integrate (AdWords, Analytics, Programmatic, Reti sociali, ecc)”, dice ancora David García, “e ancora più raro è che centralizzi le informazioni per prendere decisioni di business”.

“Quest’anno inizieremo a prendere in considerazione questo tipo di soluzioni per poter, tra gli altri vantaggi: deduplicare l’audience, controllare gli investimenti, unificare i dati, generare nuovi insight, gestire gli sforzi a pagamento e organici, migliorare i tempi di implementazione. Come si fa? Attraverso strumenti come Full Stack di Google, Sherlock (BI interna) e Datorama“.

Posizionamento: Mobile & Video

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10) Mobile First Index

“Dal mese di novembre 2016”, dice Esther Checa, Owned/Earned Media Director di T2O media Spagna, “Google sta lavorando sulla costruzione di un indice unico in cui algoritmo inizierà a dare priorità alle versioni mobile anziché alle pagine desktop.”

Cosa significa questo per l’inserzionista? Se si dispone di una versione responsive non succederà nulla, perché si ha lo stesso contenuto sia per desktop che per mobile. Ma cosa succederà in caso di adattamenti dinamici (dynamic serving site) o con URL indipendenti?

In questi casi”, dice Esther, “il contenuto può essere più ridotto rispetto alla versione desktop, sostanzialmente differente e in alcuni casi la qualità può essere peggiore. In questo caso, le versioni mobile potranno vedersi influenzate negativamente in termini di perdita di traffico, link esterni, ranking/indicizzazione.

Google continuerà ad avere un indice di ricerca unico per siti web e applicazioni, ma i suoi algoritmi inizieranno a utilizzare prima il contenuto della versione mobile per stabilire il ranking delle  pagine di questo sito web. Se un sito web ha solo la versione desktop, Google indicizzerà questa versione con Googlebot-mobile”.

11) Youtube

Ilze Cruz, Head of Organic Media a T2O media Mexico: “I contenuti giocano un ruolo fondamentale nel video. Youtube è il 2° motore di ricerca dopo Google, per cui la presenza in questa piattaforma è molto importante . A questo proposito è fondamentale che tutti i video siano ottimizzati a livello di descrizione, titoli, parole chiave, ecc.”

Customer experience

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12) Native Ads

Gonzalo Ramírez, Trading Director di T2O media Spagna, sostiene che la pubblicità nativa “avrà un maggiore impatto e un’esplosione simile a quella del video. Si tratta di un formato non intrusivo, che elimina il problema degli Adblocker, può essere implementato attraverso l’acquisto programmatico e risponde molto bene a diversi obiettivi del cliente, tanto di branding quanto di performance”.

13) User-centric Care

“L’ossessione di mettere l’utente al centro sta diventando User Spamming”, afferma Álvaro Sánchez, “e forse anche per questo aumenta il fenomeno Adblocking”.

“Se da una parte è vero che tutto deve ruotare intorno all’utente, dall’altra bisogna usare parsimonia. Per questo è importante usare strumenti di Marketing Automation e piattaforme di gestione dati (DMP) che facilitano il controllo e limitano le conseguenze”.

14) Chatbots

“Si tratta di una rivoluzione del Servizio Clienti, alimentata da parte delle principali piattaforme social e di messaggistica come Facebook Messenger, Google, Microsoft Skype, Twitter e il successo di WeChat in Asia dice Laura Tallón.

“Dato che ogni giorno miliardi di utenti utilizzano sistemi di messaggistica e, specialmente i giovani, sono abituati a interagire con le marche, le stesse piattaforme si aspettano che gli inserzionisti approfittino di questo per fornire ai clienti nuove “esperienze di conversazione”. Al successo di questa rivoluzione contribuirà la tecnologia”.

In Spagna è già stata messa in pratica questa tendenza: i Chatbots sono infatti utilizzati nel Finance e in altri settori.

15) Search Remarketing

Per raggiungere il pubblico giusto c’è la nuova formula del Search Remarketing, un’alternativa al tradizionale Site Remarketing. Álvaro Sánchez, CTO d T2O media Spagna lo descrive così: “consiste nel lavorare con Data Providers per sapere cosa cercano gli utenti e generare audience personalizzate per media come Facebook o Google, oltre che per canali display o email, senza bisogno che gli utenti siano passati in precedenza sul proprio sito web”.

16) Machine Learning e Personalizzazione dei contenuti

“Grazie alla proliferazione delle DMP”, afferma Álvaro Sánchez, “saremo in grado di spingere il pubblico a personalizzare in tempo reale pagine e contenuti. Le DMP sono state più focalizzate sull’attivazione delle informazioni nel media buying (in DSP), ma una volta superato questo passo dobbiamo prenderci cura del messaggio, personalizzandolo nella forma e nella sostanza. Saremo anche in grado di “dedurre” il tipo di utente (con tecniche di Machine Learning) e fornire contenuti rilevanti per lui”.

Infine una tendenza più generale del settore digital sarà la rivalutazione di agenzie e media. Come dice Gonzalo Ramírez “parliamo di efficienza, non di comprare al prezzo più basso (soprattutto perché non è più possibile), parliamo di generazione di valore nella catena. Non importa tanto il volume della negoziazione,  ma il ritorno della nostra comunicazione. Quanto un cliente sarebbe disposto a pagare per questa impression che finalmente converte? Quanto pagherebbe un marchio per questa azione che incrementa di 3 punti la sua notorietà? Sentiamo parlare molto di trasparenza, ma pochi si interrogano su questo nuovo paradigma”.

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