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	<title>Pubblicità Online Migliorata &#187; Search</title>
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	<description>Cava fuori il meglio dal tuo sito! Il blog ufficiale di WebPerformance</description>
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		<title>Google non va in vacanza</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Aug 2011 12:58:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Martino Mosna</dc:creator>
				<category><![CDATA[Search]]></category>
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		<description><![CDATA[Scrivo questo post per quelli che in preda alla disperazione hanno fatto &#8220;mark all as read&#8221; sui loro feed reader ed anche un po&#8217; come riepilogo delle cose che sono successe ad agosto che riguardano i risultati di ricerca di Google e Google Analytics&#8230; e sono un bel po&#8217;: più che sufficienti a ricordarsi che, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-500" title="Poliachik_GoogleBeach" src="http://blog.webperformance.it/wp-content/uploads/2011/08/Poliachik_GoogleBeach-300x179.jpg" alt="" width="300" height="179" />Scrivo questo post per quelli che in preda alla disperazione hanno fatto &#8220;mark all as read&#8221; sui loro feed reader ed anche un po&#8217; come riepilogo delle cose che sono successe ad agosto che riguardano i risultati di ricerca di Google e Google Analytics&#8230; e sono un bel po&#8217;: più che sufficienti a ricordarsi che, mentre noi italiani andiamo in vacanza, <strong>a Google lavorano eccome</strong>!</p>
<p>Iniziamo con le <strong>novità</strong> in Google Analytics&#8230;<span id="more-496"></span></p>
<h3>1. Cambio nel calcolo delle visite su Google Analytics</h3>
<p>Come Marco Cilia <a href="http://www.goanalytics.info/importante-modifica-al-calcolo-delle-sessioni-in-ga/">ha già avuto modo di ricordare</a>, è cambiato il modo in cui Google Analytics registra le visite ed in particolar modo sono cambiati alcuni dettagli nelle modalità di scadenza del cookie di Analytics, che <strong>potrebbero cambiare sensibilmente i dati</strong>.</p>
<p>Consiglio di leggere con attenzione il post di Marco che dice tutto a proposito.</p>
<h3>2. Arrivano le canalizzazioni multicanale!</h3>
<p>Il cambio del calcolo delle visite è naturalmente un preludio alla <strong>nuova, strabiliante, funzionalità</strong> di Google Analytics che permette di risalire alle fonti di traffico che precedono una conversione.</p>
<p>Un&#8217;introduzione si trova <a href="http://analytics.blogspot.com/2011/08/introducing-multi-channel-funnels.html">sul blog ufficiale di Google Analytics</a>: le reali potenzialità sono invece ancora tutte da scoprire.</p>
<h3>3. I sitelink estesi</h3>
<p>Questa novità è piccola ma è interessante: i <strong>nuovi sitelink</strong> di Google rafforzano molto i siti che hanno una buona struttura interna, su tutte le ricerche di brand. E&#8217; facile aspettarsi un ulteriore incremento del CTR (e quindi di traffico) per le ricerche di brand.</p>
<p>Qualche altro spunto di riflessione <a href="http://blog.tagliaerbe.com/2011/08/nuovi-sitelink-google.html">lo potete trovare sul Tagliablog</a>.</p>
<h3>4. Panda Update in tutto il mondo</h3>
<p>L&#8217;abbiamo aspettato, temuto, ventilato, sospettato&#8230; ed <strong>è infine arrivato</strong>! Di certo a Mountain View hanno un <strong>ottimo senso del tempismo</strong>: il rilascio del Panda è stato proprio a cavallo del weekend meno trafficato su internet in Italia. Tutti belli sotto l&#8217;ombrellone e <strong>TRAC</strong>. Ecco <a href="http://googlewebmastercentral.blogspot.com/2011/08/high-quality-sites-algorithm-launched.html">l&#8217;annuncio ufficiale</a>, mentre in giro già <a href="http://blog.searchmetrics.com/de/2011/08/19/google-panda-update-in-italien-und-spanien-gewinner-und-verlierer/">si possono trovare un po&#8217; di numeri</a> (non si sa quanto attendibili, ma pare sia una bella botta anche per il web italiano).</p>
<p>Ce n&#8217;è abbastanza! E ora <strong>di corsa a mettersi in pari</strong>&#8230; Google non sta ad aspettare!</p>
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		<title>Social SEO e Social Search su Google+: il gioco si fa duro</title>
		<link>http://blog.webperformance.it/2011/07/26/social-seo-e-social-search-su-google-il-gioco-si-fa-duro/</link>
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		<pubDate>Tue, 26 Jul 2011 14:09:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Martino Mosna</dc:creator>
				<category><![CDATA[SEO]]></category>
		<category><![CDATA[Social]]></category>
		<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[plus]]></category>

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		<description><![CDATA[Sì è fatto tanto parlare nelle ultime settimane di questo Google+ di come è bello di come è brutto, di come è meglio di Facebook o peggio di Twitter. Si è detto che arriveranno i giochini e che è inutile illudersi. Si è detto che su Google+ non ci troverai tua madre e si è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><img class="aligncenter size-full wp-image-481" title="Google contro tutti" src="http://blog.webperformance.it/wp-content/uploads/2011/07/google-contro-tutti.jpeg" alt="" width="360" height="297" />Sì è fatto tanto parlare nelle ultime settimane di questo <strong>Google+</strong> di come è bello di come è brutto, di come è meglio di Facebook o peggio di Twitter. Si è detto che <a href="http://www.google.com/search?q=google+plus+giochi">arriveranno i giochini</a> e che è inutile illudersi. Si è detto che su Google+ <a href="http://www.rivistastudio.com/editoriali/media-innovazione/perche-tua-mamma-non-usera-google/">non ci troverai tua madre</a> e si è arrivati anche a vendere gli (ormai svalutatissimi) inviti <a href="http://shop.ebay.com/i.html?_trkparms=65%253A12%257C66%253A2%257C39%253A1%257C72%253A5276&amp;rt=nc&amp;_nkw=google+invite&amp;_ipg=100&amp;_trksid=p3286.c0.m14.l1514">su Ebay</a>.</p>
<p>A differenza del web anglofono, in particolare quello che ruota attorno all&#8217;<strong>area SEOMoz / Search Engine Land</strong>, sul web italiano si è letto poco delle <strong>reali potenzialità</strong> del giochino e dell&#8217;impatto che con ogni probabilità avrà sul <strong>SEO</strong>, inteso come attività generica di <strong>miglioramento della visibilità</strong> del sito sui risultati naturali dei Motori di Ricerca e del relativo <strong>traffico in ingresso</strong>.</p>
<p>Vediamo di fare un po&#8217; di chiarezza&#8230;<span id="more-474"></span></p>
<h3>Il SEO come lo conosciamo finora</h3>
<p>Prendendo a prestito le <a href="http://www.seomoz.org/blog/social-annotations-in-search-now-your-social-network-rankings">parole di Rand Fishkin</a>: per anni, il modo migliore di guadagnare posizioni nei risultati di ricerca è stato questo:</p>
<ul>
<li>creare pagine accessibili</li>
<li>con contenuto di qualità</li>
<li>ottimizzate con le parole chiave corrette</li>
<li>in modo che attirino link naturali</li>
</ul>
<p>Il primo punto è quello che potremo chiamare &#8220;SEO tecnico&#8221; e riguarda il lavoro di <strong>ottimizzazione dell&#8217;architettura</strong> del sito, in modo che sia amichevole per i motori di ricerca.</p>
<p>Il secondo ed il terzo punto sono il &#8220;SEO editoriale&#8221;, ovvero tutto quel lavoro di <strong>analisi delle parole chiave</strong> e redazione dei <strong>contenuti</strong> o ottimizzazione di quelli esistenti.</p>
<p>Il quarto punto è il più recente in termini relativi ed è stato finora quello che ha permesso di fare la differenza: a parità di ottimizzazione tecnica ed editoriale, ciò che conta sono i <strong>link in entrata</strong>. Per questo il lavoro del SEO si è orientato verso le attività di <strong>link building</strong>.</p>
<p>Ma ora le cose stanno per cambiare. Radicalmente.</p>
<h3>I Segnali Sociali</h3>
<p>Da diversi mesi Google aveva provato a <strong>modificare i suoi risultati</strong> di ricerca attraverso i cosiddetti &#8220;<a href="http://searchengineland.com/what-social-signals-do-google-bing-really-count-55389">Social Signal</a>&#8220;. Il piano fin da subito era: aggiungiamo <strong>un pizzico di Social</strong> al nostro algoritmo di Ranking (che, com&#8217;è noto, conta più di 200 fattori).</p>
<p>Per fare questo ha stretto accordi con Twitter e si è appoggiato fortemente alla sua base utenti per provare a costruire una rete di connessioni tra persone ed <strong>individuare account autoritari</strong>, in modo da popolare i risultati di ricerca anche con questo criterio.</p>
<h3>L&#8217;arrivo di Google+</h3>
<p>Evidentemente tutto questo <strong>non era abbastanza</strong>, forse perché non avevano abbastanza dati o perché non riuscivano ad averli con velocità sufficiente, fattostà che prima hanno lanciato il <strong>bottone +1</strong> sui risultati di ricerca (accolto da più con un &#8220;embè? Perché dovrei fare +1 su un risultato di ricerca?&#8221;) e successivamente anche il bottone +1 <strong>per i siti web</strong> (non era ancora chiaro dove volessero andare a parare, ma i più svegli <a href="http://www.seomoz.org/blog/google-1-and-the-rise-of-social-seo">già avevano delle teorie</a>).</p>
<p>E infine hanno lasciato scadere gli accordi con Twitter e <strong>sganciato la bomba</strong> con Google+, considerata in modo superficiale dai più come un &#8220;attacco a Facebook&#8221;.</p>
<p>E&#8217; certamente un tentativo di entrare a gamba tesa nel territorio del social network, ma in realtà questa è solo <strong>la punta del&#8217;iceberg</strong>. Ci sono innanzi tutto enormi implicazioni legate alla possibilità di profilare la propria base utenti (consideriamo che il core business di Google, <strong>a differenza di Facebook</strong>, è la <strong>pubblicità</strong>), ma non è questo il punto che ci interessa. Quello che ci interessa mettere in evidenza è <strong>come cambia</strong> il mondo della <strong>Search Engine Optimization</strong>.</p>
<h3>Il SEO Sociale</h3>
<p>In breve: con Google+, il motore di ricerca ha a disposizione una <strong>base utenti solida</strong> che permette di <strong>personalizzare i risultati di ciascuno</strong> sulla base delle risorse segnalate dalle persone della propria rete sociale. Un esempio che vale più di mille parole:</p>
<div id="attachment_479" class="wp-caption aligncenter" style="width: 435px"><a href="http://blog.webperformance.it/wp-content/uploads/2011/07/google-risultati-nelle-serp.png" rel="lightbox[474]"><img class="size-full wp-image-479 " title="Risultati di ricerca di Google" src="http://blog.webperformance.it/wp-content/uploads/2011/07/google-risultati-nelle-serp.png" alt="" width="425" height="239" /></a><p class="wp-caption-text">Dopo appena una settimana di utilizzo di Google+ già sono visibili i primi risultati &quot;modificati&quot; nelle pagine di ricerca di Google... (questa è la fine della prima pagina per la chiave di ricerca &quot;diritto&quot;, quando sono collegato con il mio account Google)</p></div>
<p>Fino a prima di Google+, un risultato di ricerca di questo tipo era cosa rara. Ora invece sta diventando la normalità. Mi è capitato di <a href="http://friendfeed.com/gluca/04334ce1/test-ho-pubblicato-il-mio-post-di-ieri-sia-su-g-che">discutere su Friendfeed</a> proprio di questo argomento e a chi chiedeva:</p>
<blockquote><p>Non sono sicuro di avere capito, ripeto &#8220;se un post sul blog viene segnalato da G+ ai miei amici, e su FF ai miei amici, i miei amici di G+ lo vedranno più in alto che i miei amici di FF&#8221;. E&#8217; corretto? Ma tu parli di social search, ok, è chiaro che funziona esattamente come Twitter e FB, risultati più sharati = più in alto. Ma questo da prima di G+, no?</p></blockquote>
<p>La risposta è stata:</p>
<blockquote><p>No, non è solo &#8220;+ share = + alto&#8221;. E&#8217; anche: &#8220;tizio segnala = i suoi follower vedono in alto, fin da subito&#8221;. Da cui ne consegue che &#8220;contenuto segnalato da tizio con tanti followers = big deal&#8221;. Naturalmente il discorso varrà anche per le aziende&#8230; &#8220;tira su tanti followers e stimola lo share dei contenuti = avrai un aumento di traffico organico&#8221;</p>
<p>In definitiva: cambia proprio il campo da gioco. Non è l&#8217;efficacia SEO del sito-social a contare in se e per se, ma quanto e come i tuoi contenuti riescono a diffondersi sulle reti sociali.</p></blockquote>
<p>Per riassumere quindi, il SEO Sociale si gioca su un campo diverso e del tutto nuovo. Aziende o siti che riescano a <strong>far condividere i loro contenuti</strong> su Google+, hanno la possibilità di accedere ad uno straordinario potere che è quello di entrare <strong>fin da subito</strong> nei risultati di ricerca di Google, in <strong>posizioni prominenti</strong>. Non più quindi mesi di link building per entrare in SERP in buone posizioni: possono bastare pochi giorni.</p>
<p>Ed il lavoro del SEO andrà quindi a muoversi in due direzioni del tutto inedite:</p>
<ul>
<li><strong>ampliamento della rete</strong> sociale e della <strong>fidelizzazione delle persone</strong> ai contenuti prodotti</li>
<li>produzione di <strong>contenuti</strong> che siano facilmente <strong>condivisibili</strong></li>
</ul>
<p>Il <strong>gioco duro</strong> quindi si giocherà essenzialmente sulla capacità di produrre <strong>contenuti di alta qualità</strong>, che possano essere <strong>condivisi dalle reti sociali su Google+</strong>. E se il primo punto (quello della crescita della base utenti fidelizzati, i &#8220;fan&#8221;) può essere relativamente facile da gonfiare, il secondo punto è decisamente più complicato da ottenere. Puoi anche condividere articoli con account fasulli, ma se questi account non hanno un ampio seguito di followers attivi, l&#8217;effetto sul traffico è nullo.</p>
<p>Visti i <strong>tassi di crescita</strong> della base utenti di Google+ (e dando per scontato che a Mountain View non resteranno con le mani in mano, ma continueranno a migliorare il prodotto per renderlo sempre più appetibile), ci sono <strong>pochi dubbi</strong> in merito alle dimensioni che assumerà il fenomeno nei prossimi mesi. Non mancherà di certo il gioco sporco, ma con queste premesse il SEO Black Hat ha la strada tutta in salita.</p>
<p>Per cui, esimi colleghi SEO e soprattutto <strong>carissimi webmaster italiani</strong>: lasciate perdere il Pagerank e inquadrate bene la situazione: <strong>un nuovo SEO è alle porte</strong> e c&#8217;è da iniziare a lavorarci su!</p>
<p><strong>Aggiornamento (28/07/11):</strong> oggi anche il buon Danny Sullivan <a href="http://searchengineland.com/how-being-friends-on-google-leads-to-better-rankings-87376">dice sostanzialmente le stesse cose</a>, con qualche piccolo esempio preso dal mercato americano.</p>
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		<title>Usare Google Analytics per il Link Building</title>
		<link>http://blog.webperformance.it/2011/05/19/usare-google-analytics-per-il-link-building/</link>
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		<pubDate>Thu, 19 May 2011 15:58:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Martino Mosna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[No, non è uno scherzo, ne&#8217; un titolo ad effetto per attirare visite dai motori (non solo perlomeno)&#8230; immagino già la domanda che sorge spontanea: Google Analytics è un software di raccolta ed analisi delle statistiche di un sito, che individua fonti di traffico già esistenti, come può diventare uno strumento per le attività di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>No, non è uno scherzo, ne&#8217; un titolo ad effetto per attirare visite dai motori (non solo perlomeno)&#8230; immagino già la domanda che sorge spontanea: Google Analytics è un software di raccolta ed analisi delle statistiche di un sito, che individua <strong>fonti di traffico già esistenti</strong>, come può diventare uno strumento per le attività di Link Building in ambito SEO, che sono concentrate sull&#8217;<strong>individuare nuove opportunità</strong> di link?</p>
<p><a href="http://blog.tagliaerbe.com/2011/05/google-analytics-link-building.html#more-3514">Continua&#8230; sul Tagliablog!</a></p>
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		<title>Tecniche di posizionamento: l&#8217;ottimizzazione delle immagini</title>
		<link>http://blog.webperformance.it/2011/03/25/tecniche-di-posizionamento-lottimizzazione-delle-immagini/</link>
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		<pubDate>Fri, 25 Mar 2011 16:58:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Martino Mosna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Vado avanti con la serie di articoli sulle basi del posizionamento sui motori di ricerca, questa volta affrontando un argomento collaterale tra i più importanti: l&#8217;ottimizzazione delle immagini. Le immagini sono importanti in ottica SEO perché permettono di rendere visibile il sito sull&#8217;indice di ricerca immagini e nelle anteprime di ricerca, ormai sempre più diffuse [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Vado avanti con la <a href="http://blog.webperformance.it/category/motori-di-ricerca/seo/le-basi/">serie di articoli</a> sulle basi del posizionamento sui motori di  ricerca, questa volta affrontando un argomento collaterale tra i più importanti: l&#8217;ottimizzazione delle immagini.</p></blockquote>
<p>Le immagini sono importanti in ottica SEO perché permettono di rendere visibile il sito sull&#8217;<strong>indice di ricerca immagini</strong> e nelle <strong>anteprime di ricerca</strong>, ormai sempre più diffuse nei risultati naturali dei motori.</p>
<p>Inoltre, una corretta <strong>ottimizzazione </strong>delle immagini su una pagina web, ne migliora la rilevanza anche in termini di <strong>posizionamento </strong>generale della pagina sui risultati testuali.</p>
<p>Quali sono quindi gli elementi importanti per una buona <strong>ottimizzazione delle immagini</strong>?<span id="more-430"></span><strong></strong></p>
<h3>Testo alternativo</h3>
<p><strong></strong>il testo contenuto nell&#8217;attributo alt=&#8221;" del tag &lt;img&gt; dovrebbe essere utilizzato per descrivere il contenuto dell&#8217;immagine. Dato che appare in anteprima nei risultati di ricerca, è opportuno che contenga una o più parole chiave.</p>
<h3>Nome dell&#8217;immagine</h3>
<p>il nome del file è spesso trascurato, ma è di importanza pari se non addirittura superiore a quella del testo alternativo. Per questo motivo dovrebbe contenere una o più parole chiave relative al contenuto. <span style="color: #ff0000;"><em>Attenzione!</em> </span>Per separare le parole è bene utilizzare il carattere dash &#8220;-&#8221; e non altri come l&#8217;underscore &#8220;_&#8221;. Il perché è ottimamente spiegato in <a href="http://www.mattcutts.com/blog/dashes-vs-underscores/">questo articolo di Matt Cutts</a>.</p>
<h3>Titolo e descrizione</h3>
<p>il testo a corredo dell&#8217;immagine, quello presente nel codice HTML immediatamente prima  e dopo l&#8217;immagine, è anche molto importante e determina, assieme ad alt e nome del file, un posizionamento efficace. il titolo dell&#8217;immagine e una descrizione approfondita. E&#8217; quindi buona norma prevedere un titolo ed una descrizione ottimizzate con le parole chiave di riferimento.</p>
<p>Un esempio pratico di questi principi lo trovate nella pagina seguente, la cui immagine ho ottimizzato per la parola chiave &#8220;<a href="http://www.webperformance.it/it/inserzionisti/campagne-banner">campagne banner</a>&#8221;</p>
<p>Un avvertimento&#8230; i tempi di aggiornamento dell&#8217;indice di ricerca immagini dei motori di ricerca sono molto, <strong>molto più lenti del normale</strong> aggiornamento dell&#8217;indice di ricerca web (personalmente sospetto che la frequenza di aggiornamento sia lenta anche perché l&#8217;algoritmo è meno raffinato di quello web e si presta facilmente a bombardamenti e manipolazioni). Naturalmente questo tempo di attesa <strong>può cambiare</strong> molto da sito a sito, ma nell&#8217;esempio che vi ho appena fatto, mentre l&#8217;ottimizzazione è stata compiuta all&#8217;incirca a metà febbraio 2011, e nonostante abbia effettuato tutte le azioni possibili per velocizzare l&#8217;aggiornamento degli indici di google, ad oggi l&#8217;immagine ancora non compare.</p>
<p>Sperando che lo faccia presto <img src='http://blog.webperformance.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Meta description negli annunci Adwords?</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Mar 2011 10:34:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Martino Mosna</dc:creator>
				<category><![CDATA[PPC]]></category>
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		<description><![CDATA[Google non è nuovo a fare esperimenti sul layout degli annunci sponsorizzati di Adwords. Da inizio febbraio ad esempio a volte capita che nelle posizioni premium, la prima riga della descrizione dell&#8217;annnuncio venga visualizzata sulla stessa riga del titolo (Qualche approfondimento qui). Stamattina mi sono imbattuto in uno di questi esperimenti e credo proprio sia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Google non è nuovo a fare esperimenti sul layout degli annunci sponsorizzati di Adwords. Da inizio febbraio ad esempio a volte capita che nelle posizioni premium, la prima riga della descrizione dell&#8217;annnuncio venga visualizzata sulla stessa riga del titolo (Qualche approfondimento <a href="http://www.seroundtable.com/adwords-title-description-12892.html">qui</a>).</p>
<p>Stamattina mi sono imbattuto in uno di questi esperimenti e credo proprio sia inedito&#8230; assieme all&#8217;annuncio sponsorizzato, viene visualizzato anche il contenuto del meta description&#8230;</p>
<div id="attachment_415" class="wp-caption aligncenter" style="width: 528px"><a href="http://blog.webperformance.it/wp-content/uploads/2011/03/meta-description-adwords.png" rel="lightbox[413]"><img class="size-full wp-image-415   " title="Meta description negli annunci AdWords" src="http://blog.webperformance.it/wp-content/uploads/2011/03/meta-description-adwords.png" alt="" width="518" height="251" /></a><p class="wp-caption-text">Evidenziata nell&#39;immagine l&#39;anteprima del contenuto del meta Description</p></div>
<p>Che il crawler di Adwords legga il contenuto della pagina è cosa risaputa&#8230; ma a memoria credo sia la prima volta che viene utilizzato il codice sorgente della pagina come supporto per il contenuto degli annunci testuali.</p>
<p>Voi che ne pensate? Avete notato anche voi questo nuovo elemento?</p>
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		<title>Risultati in tempo reale su Google: il test di #offertazione</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Mar 2011 08:59:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Martino Mosna</dc:creator>
				<category><![CDATA[Search]]></category>
		<category><![CDATA[SEO]]></category>
		<category><![CDATA[Social]]></category>
		<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[risultati]]></category>
		<category><![CDATA[serp]]></category>
		<category><![CDATA[topic]]></category>
		<category><![CDATA[trending]]></category>
		<category><![CDATA[twitter]]></category>

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		<description><![CDATA[Da stamattina ho partecipato su Twitter ad un test (tuttora in corso) tutto italiano per vedere come si comportano i risultati in tempo reale dei motori di ricerca ed i trending topic di Twitter. La parola chiave scelta per il test è: #offertazione A quanto pare finora i risultati raggiunti sono&#8230; nel giro di 15 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da stamattina <a href="http://twitter.com/#!/martinomosna">ho partecipato su Twitter</a> ad un <a href="http://www.giorgiotave.it/forum/laboratorio-seo/161050-tendenze-di-twitter.html">test</a> (tuttora in corso) tutto italiano per vedere come si comportano i risultati in tempo reale dei motori di ricerca ed i trending topic di Twitter.</p>
<p>La parola chiave scelta per il test è:</p>
<p><a href="http://twitter.com/#!/search?q=%23offertazione">#offertazione</a></p>
<p>A quanto pare finora i risultati raggiunti sono&#8230;<span id="more-395"></span></p>
<ul>
<li><a href="http://www.giorgiotave.it/forum/859193-post66.html">nel giro di 15 minuti </a>è apparso il box dei risultati in tempo reale su google per la query &#8220;<a href="http://www.google.it/search?q=offertazione">offertazione</a>&#8220;</li>
<li>Bing dorme sogni beati (nessun risultato in tempo reale in serp)</li>
<li>i trending topic di Twitter stentano a decollare</li>
</ul>
<p>Attualmente il flusso di twit è perlopiù composto da messaggi unidirezionali e poche discussioni. I partecipanti al test stanno iniziando a discutere tra di loro utilizzando l&#8217;hashtag.</p>
<p>La scaletta del test è più o meno questa:</p>
<blockquote><p><strong>Dalle 9.00</strong> tweet secchi con #offertazione.<br />
<strong>Dalle 12.00</strong> in poi forziamo l&#8217;uso del &#8220;rispondi&#8221;, quindi  cerchiamo di rispondere a tutti quelli che useranno #offertazione con  &#8220;&#8230;grazie per aver aderito al test&#8230;&#8221; ecc ecc così vediamo se e come  reagisce con l&#8217;aggiunta della variabile delle risposte al messaggio.<br />
E <strong>dalle 15.00</strong> in poi passiamo aggiungere anche i RT.</p>
<p><a href="http://www.giorgiotave.it/forum/laboratorio-seo/161050-tendenze-di-twitter-5.html">Fonte</a></p></blockquote>
<p>Aspettiamo e vediamo come si evolve&#8230;</p>
<p><strong>Update 10.00:</strong> dalla mia posizione risulta sparito il box di anteprima dai risultati in tempo reale di Google. Flusso troppo sostenuto?</p>
<p><strong>Update 12.54: </strong>il flusso di twit per la parola &#8220;offertazione&#8221; sta diminuendo notevolmente nelle ultime ore:</p>
<div id="attachment_407" class="wp-caption alignnone" style="width: 347px"><img class="size-full wp-image-407 " title="Frequenza della parola &quot;offertazione&quot;" src="http://blog.webperformance.it/wp-content/uploads/2011/03/offertazione-RTsearch.png" alt="" width="337" height="122" /><p class="wp-caption-text">Frequenza della parola &quot;offertazione&quot; nei risultati in tempo reale di Google</p></div>
<p>Cosa che spiega la ragione per cui Google ha rimosso il box di anteprima dalle serp nella tarda mattinata: dopo l&#8217;entusiasmo iniziale, la pressione è scemata molto. Sono molto dubbioso che con questi numeri si riesca ad influenzare in qualche modo i trending topic di Twitter.</p>
<div id="_mcePaste" class="mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 191px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">http://www.giorgiotave.it/forum/laboratorio-seo/161050-tendenze-di-twitter-5.html</div>
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		<title>Le basi del posizionamento: i meta (description e keywords)</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Feb 2011 07:00:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Martino Mosna</dc:creator>
				<category><![CDATA[Le basi]]></category>
		<category><![CDATA[Search]]></category>
		<category><![CDATA[SEO]]></category>
		<category><![CDATA[basi]]></category>
		<category><![CDATA[description]]></category>
		<category><![CDATA[keywords]]></category>

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		<description><![CDATA[Continuiamo con altri cenni sulle basi del posizionamento sui motori di ricerca, con un argomento classico, che vorrebbe fare chiarezza su alcuni luoghi comuni e falsi miti del SEO: l&#8217;utilità dei meta (description e keywords)&#8230; Meta Description Il tag &#60;meta name=”description”&#62; non influenza direttamente il posizionamento della pagina sui motori di ricerca, ma è una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Continuiamo con altri cenni sulle basi del posizionamento sui motori di ricerca, con un argomento classico, che vorrebbe fare chiarezza su alcuni luoghi comuni e <a title="Keywords sull’URL e posizionamento sui motori di ricerca: Alcuni Falsi Miti" href="http://blog.webperformance.it/2010/01/14/keywords-sullurl-e-posizionamento-sui-motori-di-ricerca-alcuni-falsi-miti/">falsi miti del SEO</a>: l&#8217;utilità dei meta (description e keywords)&#8230;</p></blockquote>
<h2>Meta Description</h2>
<p>Il tag &lt;meta name=”description”&gt; non influenza direttamente il posizionamento della pagina sui motori di ricerca, ma è una componente fondamentale per aumentare la visibilità della stessa all’interno dei risultati. Come per il title possiamo distinguere in due tipologie.<span id="more-391"></span></p>
<p><strong>Homepage / </strong><strong>Pagine di categoria:</strong> come per il tag &lt;title&gt;, la description di queste pagine è opportuno che sia completamente personalizzato.</p>
<p><strong>Pagine di articolo:</strong> è caldamente consigliato inserire il riassunto dell&#8217;articolo anche all’interno del tag description in quanto porebbe avere seri effetti positivi anche sulla visibilità della pagina sui risultati dei motori. Se il riassunto è comunque molto lungo, è possibile troncare il contenuto del  tag meta description a 150-200 caratteri.</p>
<div>
<p><strong> </strong></p>
<h2>Meta Keywords</h2>
</div>
<p><strong> </strong></p>
<p>Il tag &lt;meta name=”keywords”&gt; è di rilevanza scarsa o nulla per quanto riguarda il posizionamento sui motori di ricerca. Diversamente dal meta description è di nessuna rilevanza anche per quanto riguarda la visibilità all’interno dei risultati.</p>
<p>L’inserimento di un campo meta keywords personalizzate è pertanto non di vitale importanza. Parlando di parole chiave è più utile gestire i tag degli articoli, ma di questo tratterò più avanti, quando mi dedicherò alla struttura e alla navigazione.</p>
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		<title>Le basi del posizionamento: il tag Title</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Feb 2011 17:11:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Martino Mosna</dc:creator>
				<category><![CDATA[Le basi]]></category>
		<category><![CDATA[Search]]></category>
		<category><![CDATA[SEO]]></category>
		<category><![CDATA[basi]]></category>
		<category><![CDATA[title]]></category>

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		<description><![CDATA[Riprendo un po&#8217; il ritmo con il blog, inaugurando una miniserie di articoli dedicati alle basi del posizionamento sui motori di ricerca. Saranno quasi tutte nozioni arcinote a chi lavora nel settore, ma possono essere ugualmente utili per discutere della loro importanza. Il tag &#60;title&#62; com’è noto è forse la componente più importante per quanto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Riprendo un po&#8217; il ritmo con il blog, inaugurando una miniserie di articoli dedicati alle basi del posizionamento sui motori di ricerca. Saranno quasi tutte nozioni arcinote a chi lavora nel settore, ma possono essere ugualmente utili per discutere della loro importanza.</p></blockquote>
<p>Il tag &lt;title&gt; com’è noto è forse la componente più importante per quanto riguarda un corretto posizionamento sui motori. Nel caso di una testata ondine la gestione del tag &lt;title&gt; può essere distinta in due tipologie diverse.</p>
<p><strong><span id="more-382"></span>Homepage / </strong><strong>Pagine di categoria:</strong> tutte quelle pagine che raccolgono al loro interno articoli di natura o argomento simile. In questo caso è opportuno che il CMS permetta una gestione del tag &lt;title&gt; altamente personalizzata e indipendente dai contenuti attualmente presenti sulla pagina. In assenza di personalizzazione è buona pratica lasciare come &lt;title&gt; di default il semplice nome della categoria.</p>
<p><strong>Pagine di articolo:</strong> il &lt;title&gt; del singolo articolo è bene che sia identico al titolo dell’articolo. E’ consigliabile ma non obbligatorio personalizzare il &lt;title&gt; in modo che sia diverso dall’articolo. In linea generale comunque il SEO degli articoli è bene che venga curato fin dalla stesura del titolo dello stesso.</p>
<p>In generale la struttura del contenuto del tag &lt;title&gt; deve prevedere prima l’inserimento della componente SEO (il titolo dell’articolo o il contenuto personalizzato) e solo successivamente il nome del brand o del nome del sito. Questo perché i motori di ricerca danno molto peso alle prime parole contenute nel &lt;title&gt; e sempre meno alle parole successive. E’ opportuno separare il nome del sito dalla componente SEO con un carattere di separazione (pipe, dash o simili)</p>
<p>Esempio di corretta struttura:</p>
<p><strong><span style="color: #008000;">OK</span></strong> – Componente SEO | Nome Sito</p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">NO</span></strong> – Nome Sito Componente SEO</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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