Friend Connect: l'approccio di Google al social web

Prendo lo spunto da un articolo di Cash Cow per parlare di Firend Connect.

Partiamo da una premessa: il social web ormai è una realtà in pieno sviluppo e sembra strano che Google dopo i precedenti, quasi fallimentari tentativi (nessuno si ricorda di Orkut?), ci riprovi. Errore o calcolo? Difficile dirlo… di sicuro c’è che l’approccio che Google prende con Friend Connect è originale e presenta alcuni elementi potenzialmente rivoluzionari.

In sostanza, invece di creare l’ennesimo social network con chissà quali nuove features, Google ha deciso di permettere a chiunque di rendere “social” il proprio sito, offrendo la sua piattaforma di applicazioni e widget integrabili liberamente in qualunque sito, tramite dei semplici div, contententi un iframe.

Il pannello di amministrazione di un widget di Friend Connect

Il pannello di amministrazione di un widget di Friend Connect

Come nel caso delle applicazioni della suite di Google Docs, che ha permesso a Google di entrare dalla porta di servizio dentro ai computer della gente, ora entra dal retro dei vostri siti, offrendo la sua tecnologia, per permettervi di costruire con facilità una struttura interattiva e partecipativa, senza complicati CMS a doverla gestire.

Ovviamente, per poter partecipare a questa attività “social”, occorre essere registrati con un account Google. Il tentativo di Google è evidentemente quello di offrire il miele alla mosca e costruire così una vera e propria comunità laddove i social network ancora non sono arrivati: direttamente sui milioni di siti internet la fuori che ancora sono fermi (per disinteresse o difficoltà tecnica) alla vecchia concezione di web statico.

Martino

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SearchWiki di Google, per una ricerca più social

Ennesima novità da google questa mattina, in un periodo di pieno sviluppo dei servizi social google fà un passo da gigante ed estende questa funzione alle sue ricerce.

Disponibile solo per pochi utenti per ora, google a però indicato di voler estendere queste nuove funzionalità a tutti i suoi utenti.

Il servizio da la possibilità di dare i commenti ai risultati delle ricerche, vedere quelli degli altri utenti e affossare o far salire i siti in maniera molto simile a quanto succede su digg, ecco allora che siti dal contenuto poco intersssante non usciranno con buone posizione nei risultati ma saranno superati da siti giovani ma che propongono dei prodotti o dei servizi interessanti per gli utenti del motore.

Tutto questo porterà ad una grossa rivoluzione nelle serp e l’attività di seo dovra obbligatoriamente essere integrata da una produzione di contenuto valido, nuovo e costante.

Per aggiungere tutti questi servizi google a fatto uso di WikiaSearch un servizio che Cedric Dupont, Product Manager di Google, ha definito rivoluzionario.

Per una piccola panoramica del servizio vi invito a guardare il video proposto qui sotto che mostra alcune delle funzionalità disponibili.

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=t8Pl1H0dIXE]

Ernesto

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Twitter spiegato in maniera semplice ed efficace

Di twitter parlo moltissimo negli ultimi tempi ma mi rendo conto che non tutti hanno già avuto a che fare con questo strumento.

Questo video spiega di cosa si tratta e come và utilizzato.

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=ddO9idmax0o]

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Social Bookmarking: servizi utili o spam?

Oggi ho passato la giornata a spaccarmi letteralmente la testa tra le miriadi di servizi di social bookmarking disponibili nell’intera rete. Sono tanti. Tantissimi. E ognuno cerca di essere innovativo a modo suo per farsi strada in mezzo a questa concorrenza che è diventata ormai spietata.

Il risultato naturalmente è che ogni strumento è diverso da usare. Delicious è diverso da Digg che è diverso da Faves e potrei andare avanti all’infinito. L’uso di ciascuno di questi strumenti quindi non è esattamente immediato.

La domanda che mi è sorta spontanea alla fine di tutto è: c’è davvero bisogno di tutti questi servizi? O stiamo semplicemente sovraccaricando la rete di un mare di informazioni inutili?

Martino

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Mapgie: guadagnare con la pubblicita su twitter?

Oggi e ieri si è parlato molto nella rete di Mapgie, perciò cercherò di fare una breve descrizione del servizio, cercando di essere il più possibile obiettivo.

Mapgie è un servizio basato sul classico standard del mondo dell’advertising, ovvero da un lato abbiamo il cliente che vuole promuoversi e dall’alto un editore disposto a pubblicizzarlo, lo scopo delle agenzie non è altro che mettere in comunicazione questi 2 soggetti.

Mapgie non ha nulla di diverso dalle solite compagnie di advertising ad eccezione di un particolare che riguarda gli editori.

Non si tratta di siti web infatti ma di account twitter, che per chi non lo conoscesse citando la sempre cara wikipedia

una rete e un servizio di microblogging che permette agli utenti di mandare aggiornamenti

il servizio, è basato su una dinamica di following, ovvero io seguo qualcuno perchè mi interessa ciò che a da dire e viceversa gli altri mi possono seguire se sono interessati a cio che dico.

Uno strumento molto divertente che permette di seguire da vicino le dinamiche della blogosfera ma non solo, tanto divertente ed utile che sia io come ernesto_seorama che Martino come martino_seorama ci siamo fatti un account.

Ebbene, magpie a pensato di acquistare delle segnalazioni publicitarie ad alcuni utenti del servizio, chi seguiva tali utenti quindi si è visto recapitare diverse twittate pubblicitarie con risultati non sempre positivi.

L’iniziativa a avuto comunque grande risonanza nella rete, ne hanno parlato diversi blogger tra cui catepol e napolux che hanno dato dei pareri piuttosto negativi a riguardo.

Il dubbio principale infatti è che la pubblicità cominci ad occupare sempre più spazio con il riscio di non poter più seguire una conversazione, inoltre il rischio di defollow è molto alto, magari perdendo followers con cui si era in buoni rapporti e rovinando la propria immagine nel caso di aziende con un account twitter.

Il tema è ancora molto caldo e ne sentiremo parlare a lungo immagino.

Per restare aggiornati seguite la conversazione che si è scatenata su friendfeed.

Ernesto

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