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	<title>Pubblicità Online Migliorata &#187; SEO</title>
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	<description>Cava fuori il meglio dal tuo sito! Il blog ufficiale di WebPerformance</description>
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		<title>Social SEO e Social Search su Google+: il gioco si fa duro</title>
		<link>http://blog.webperformance.it/2011/07/26/social-seo-e-social-search-su-google-il-gioco-si-fa-duro/</link>
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		<pubDate>Tue, 26 Jul 2011 14:09:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Martino Mosna</dc:creator>
				<category><![CDATA[SEO]]></category>
		<category><![CDATA[Social]]></category>
		<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[plus]]></category>

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		<description><![CDATA[Sì è fatto tanto parlare nelle ultime settimane di questo Google+ di come è bello di come è brutto, di come è meglio di Facebook o peggio di Twitter. Si è detto che arriveranno i giochini e che è inutile illudersi. Si è detto che su Google+ non ci troverai tua madre e si è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><img class="aligncenter size-full wp-image-481" title="Google contro tutti" src="http://blog.webperformance.it/wp-content/uploads/2011/07/google-contro-tutti.jpeg" alt="" width="360" height="297" />Sì è fatto tanto parlare nelle ultime settimane di questo <strong>Google+</strong> di come è bello di come è brutto, di come è meglio di Facebook o peggio di Twitter. Si è detto che <a href="http://www.google.com/search?q=google+plus+giochi">arriveranno i giochini</a> e che è inutile illudersi. Si è detto che su Google+ <a href="http://www.rivistastudio.com/editoriali/media-innovazione/perche-tua-mamma-non-usera-google/">non ci troverai tua madre</a> e si è arrivati anche a vendere gli (ormai svalutatissimi) inviti <a href="http://shop.ebay.com/i.html?_trkparms=65%253A12%257C66%253A2%257C39%253A1%257C72%253A5276&amp;rt=nc&amp;_nkw=google+invite&amp;_ipg=100&amp;_trksid=p3286.c0.m14.l1514">su Ebay</a>.</p>
<p>A differenza del web anglofono, in particolare quello che ruota attorno all&#8217;<strong>area SEOMoz / Search Engine Land</strong>, sul web italiano si è letto poco delle <strong>reali potenzialità</strong> del giochino e dell&#8217;impatto che con ogni probabilità avrà sul <strong>SEO</strong>, inteso come attività generica di <strong>miglioramento della visibilità</strong> del sito sui risultati naturali dei Motori di Ricerca e del relativo <strong>traffico in ingresso</strong>.</p>
<p>Vediamo di fare un po&#8217; di chiarezza&#8230;<span id="more-474"></span></p>
<h3>Il SEO come lo conosciamo finora</h3>
<p>Prendendo a prestito le <a href="http://www.seomoz.org/blog/social-annotations-in-search-now-your-social-network-rankings">parole di Rand Fishkin</a>: per anni, il modo migliore di guadagnare posizioni nei risultati di ricerca è stato questo:</p>
<ul>
<li>creare pagine accessibili</li>
<li>con contenuto di qualità</li>
<li>ottimizzate con le parole chiave corrette</li>
<li>in modo che attirino link naturali</li>
</ul>
<p>Il primo punto è quello che potremo chiamare &#8220;SEO tecnico&#8221; e riguarda il lavoro di <strong>ottimizzazione dell&#8217;architettura</strong> del sito, in modo che sia amichevole per i motori di ricerca.</p>
<p>Il secondo ed il terzo punto sono il &#8220;SEO editoriale&#8221;, ovvero tutto quel lavoro di <strong>analisi delle parole chiave</strong> e redazione dei <strong>contenuti</strong> o ottimizzazione di quelli esistenti.</p>
<p>Il quarto punto è il più recente in termini relativi ed è stato finora quello che ha permesso di fare la differenza: a parità di ottimizzazione tecnica ed editoriale, ciò che conta sono i <strong>link in entrata</strong>. Per questo il lavoro del SEO si è orientato verso le attività di <strong>link building</strong>.</p>
<p>Ma ora le cose stanno per cambiare. Radicalmente.</p>
<h3>I Segnali Sociali</h3>
<p>Da diversi mesi Google aveva provato a <strong>modificare i suoi risultati</strong> di ricerca attraverso i cosiddetti &#8220;<a href="http://searchengineland.com/what-social-signals-do-google-bing-really-count-55389">Social Signal</a>&#8220;. Il piano fin da subito era: aggiungiamo <strong>un pizzico di Social</strong> al nostro algoritmo di Ranking (che, com&#8217;è noto, conta più di 200 fattori).</p>
<p>Per fare questo ha stretto accordi con Twitter e si è appoggiato fortemente alla sua base utenti per provare a costruire una rete di connessioni tra persone ed <strong>individuare account autoritari</strong>, in modo da popolare i risultati di ricerca anche con questo criterio.</p>
<h3>L&#8217;arrivo di Google+</h3>
<p>Evidentemente tutto questo <strong>non era abbastanza</strong>, forse perché non avevano abbastanza dati o perché non riuscivano ad averli con velocità sufficiente, fattostà che prima hanno lanciato il <strong>bottone +1</strong> sui risultati di ricerca (accolto da più con un &#8220;embè? Perché dovrei fare +1 su un risultato di ricerca?&#8221;) e successivamente anche il bottone +1 <strong>per i siti web</strong> (non era ancora chiaro dove volessero andare a parare, ma i più svegli <a href="http://www.seomoz.org/blog/google-1-and-the-rise-of-social-seo">già avevano delle teorie</a>).</p>
<p>E infine hanno lasciato scadere gli accordi con Twitter e <strong>sganciato la bomba</strong> con Google+, considerata in modo superficiale dai più come un &#8220;attacco a Facebook&#8221;.</p>
<p>E&#8217; certamente un tentativo di entrare a gamba tesa nel territorio del social network, ma in realtà questa è solo <strong>la punta del&#8217;iceberg</strong>. Ci sono innanzi tutto enormi implicazioni legate alla possibilità di profilare la propria base utenti (consideriamo che il core business di Google, <strong>a differenza di Facebook</strong>, è la <strong>pubblicità</strong>), ma non è questo il punto che ci interessa. Quello che ci interessa mettere in evidenza è <strong>come cambia</strong> il mondo della <strong>Search Engine Optimization</strong>.</p>
<h3>Il SEO Sociale</h3>
<p>In breve: con Google+, il motore di ricerca ha a disposizione una <strong>base utenti solida</strong> che permette di <strong>personalizzare i risultati di ciascuno</strong> sulla base delle risorse segnalate dalle persone della propria rete sociale. Un esempio che vale più di mille parole:</p>
<div id="attachment_479" class="wp-caption aligncenter" style="width: 435px"><a href="http://blog.webperformance.it/wp-content/uploads/2011/07/google-risultati-nelle-serp.png" rel="lightbox[474]"><img class="size-full wp-image-479 " title="Risultati di ricerca di Google" src="http://blog.webperformance.it/wp-content/uploads/2011/07/google-risultati-nelle-serp.png" alt="" width="425" height="239" /></a><p class="wp-caption-text">Dopo appena una settimana di utilizzo di Google+ già sono visibili i primi risultati &quot;modificati&quot; nelle pagine di ricerca di Google... (questa è la fine della prima pagina per la chiave di ricerca &quot;diritto&quot;, quando sono collegato con il mio account Google)</p></div>
<p>Fino a prima di Google+, un risultato di ricerca di questo tipo era cosa rara. Ora invece sta diventando la normalità. Mi è capitato di <a href="http://friendfeed.com/gluca/04334ce1/test-ho-pubblicato-il-mio-post-di-ieri-sia-su-g-che">discutere su Friendfeed</a> proprio di questo argomento e a chi chiedeva:</p>
<blockquote><p>Non sono sicuro di avere capito, ripeto &#8220;se un post sul blog viene segnalato da G+ ai miei amici, e su FF ai miei amici, i miei amici di G+ lo vedranno più in alto che i miei amici di FF&#8221;. E&#8217; corretto? Ma tu parli di social search, ok, è chiaro che funziona esattamente come Twitter e FB, risultati più sharati = più in alto. Ma questo da prima di G+, no?</p></blockquote>
<p>La risposta è stata:</p>
<blockquote><p>No, non è solo &#8220;+ share = + alto&#8221;. E&#8217; anche: &#8220;tizio segnala = i suoi follower vedono in alto, fin da subito&#8221;. Da cui ne consegue che &#8220;contenuto segnalato da tizio con tanti followers = big deal&#8221;. Naturalmente il discorso varrà anche per le aziende&#8230; &#8220;tira su tanti followers e stimola lo share dei contenuti = avrai un aumento di traffico organico&#8221;</p>
<p>In definitiva: cambia proprio il campo da gioco. Non è l&#8217;efficacia SEO del sito-social a contare in se e per se, ma quanto e come i tuoi contenuti riescono a diffondersi sulle reti sociali.</p></blockquote>
<p>Per riassumere quindi, il SEO Sociale si gioca su un campo diverso e del tutto nuovo. Aziende o siti che riescano a <strong>far condividere i loro contenuti</strong> su Google+, hanno la possibilità di accedere ad uno straordinario potere che è quello di entrare <strong>fin da subito</strong> nei risultati di ricerca di Google, in <strong>posizioni prominenti</strong>. Non più quindi mesi di link building per entrare in SERP in buone posizioni: possono bastare pochi giorni.</p>
<p>Ed il lavoro del SEO andrà quindi a muoversi in due direzioni del tutto inedite:</p>
<ul>
<li><strong>ampliamento della rete</strong> sociale e della <strong>fidelizzazione delle persone</strong> ai contenuti prodotti</li>
<li>produzione di <strong>contenuti</strong> che siano facilmente <strong>condivisibili</strong></li>
</ul>
<p>Il <strong>gioco duro</strong> quindi si giocherà essenzialmente sulla capacità di produrre <strong>contenuti di alta qualità</strong>, che possano essere <strong>condivisi dalle reti sociali su Google+</strong>. E se il primo punto (quello della crescita della base utenti fidelizzati, i &#8220;fan&#8221;) può essere relativamente facile da gonfiare, il secondo punto è decisamente più complicato da ottenere. Puoi anche condividere articoli con account fasulli, ma se questi account non hanno un ampio seguito di followers attivi, l&#8217;effetto sul traffico è nullo.</p>
<p>Visti i <strong>tassi di crescita</strong> della base utenti di Google+ (e dando per scontato che a Mountain View non resteranno con le mani in mano, ma continueranno a migliorare il prodotto per renderlo sempre più appetibile), ci sono <strong>pochi dubbi</strong> in merito alle dimensioni che assumerà il fenomeno nei prossimi mesi. Non mancherà di certo il gioco sporco, ma con queste premesse il SEO Black Hat ha la strada tutta in salita.</p>
<p>Per cui, esimi colleghi SEO e soprattutto <strong>carissimi webmaster italiani</strong>: lasciate perdere il Pagerank e inquadrate bene la situazione: <strong>un nuovo SEO è alle porte</strong> e c&#8217;è da iniziare a lavorarci su!</p>
<p><strong>Aggiornamento (28/07/11):</strong> oggi anche il buon Danny Sullivan <a href="http://searchengineland.com/how-being-friends-on-google-leads-to-better-rankings-87376">dice sostanzialmente le stesse cose</a>, con qualche piccolo esempio preso dal mercato americano.</p>
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		<title>Strumenti SEO: la Beta di Firefox 4</title>
		<link>http://blog.webperformance.it/2011/03/08/strumenti-seo-la-beta-di-firefox-4/</link>
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		<pubDate>Tue, 08 Mar 2011 15:05:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Martino Mosna</dc:creator>
				<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[chrome]]></category>
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		<category><![CDATA[SEO]]></category>
		<category><![CDATA[strumenti]]></category>
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		<description><![CDATA[Sto provando in questi giorni la Beta di Firefox 4 e devo dire che per tante cose hanno fatto dei grandi passi avanti. E&#8217; molto più leggera, meno avida di risorse e per certi versi più simile a Google Chrome come esperienza utente e questo mi ha portato ad utilizzarla molto più spesso ultimamente, dato che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sto provando in questi giorni la <a href="http://blog.mozilla.com/blog/2011/02/25/get-the-latest-mozilla-firefox-4-beta-test-your-favorite-websites-and-add-ons/">Beta di Firefox 4</a> e devo dire che per tante cose hanno fatto dei <strong>grandi passi avanti</strong>. E&#8217; molto più leggera, meno avida di risorse e per certi versi più simile a Google Chrome come esperienza utente e questo mi ha portato ad utilizzarla molto più spesso ultimamente, dato che ci sono alcuni add-on che io ritengo utilissimi per qualsiasi lavoro di <strong>analisi</strong> sui siti web come normale nel lavoro quotidiano di un SEO&#8230; come la <strong>Web Developer Toolbar</strong> (nessuno degli addon di Google Chrome è così pratico) e la <strong>gestione nativa dei feed RSS</strong> (che su Chrome necessitano di un&#8217;orrenda estensione).</p>
<p>Essendo una beta, seppur in stadio avanzato, è ancora presto per dare giudizi definitivi. Sono convinto comunque che gli sviluppatori di Mozilla abbiano fatto un <strong>ottimo lavoro</strong>, recuperando buona parte del terreno perso rispetto al principale competitor Google Chrome. Evviva la concorrenza tra browser, era un po&#8217; che mancava.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Le basi del posizionamento: i meta (description e keywords)</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Feb 2011 07:00:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Martino Mosna</dc:creator>
				<category><![CDATA[Le basi]]></category>
		<category><![CDATA[Search]]></category>
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		<category><![CDATA[basi]]></category>
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		<category><![CDATA[keywords]]></category>

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		<description><![CDATA[Continuiamo con altri cenni sulle basi del posizionamento sui motori di ricerca, con un argomento classico, che vorrebbe fare chiarezza su alcuni luoghi comuni e falsi miti del SEO: l&#8217;utilità dei meta (description e keywords)&#8230; Meta Description Il tag &#60;meta name=”description”&#62; non influenza direttamente il posizionamento della pagina sui motori di ricerca, ma è una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Continuiamo con altri cenni sulle basi del posizionamento sui motori di ricerca, con un argomento classico, che vorrebbe fare chiarezza su alcuni luoghi comuni e <a title="Keywords sull’URL e posizionamento sui motori di ricerca: Alcuni Falsi Miti" href="http://blog.webperformance.it/2010/01/14/keywords-sullurl-e-posizionamento-sui-motori-di-ricerca-alcuni-falsi-miti/">falsi miti del SEO</a>: l&#8217;utilità dei meta (description e keywords)&#8230;</p></blockquote>
<h2>Meta Description</h2>
<p>Il tag &lt;meta name=”description”&gt; non influenza direttamente il posizionamento della pagina sui motori di ricerca, ma è una componente fondamentale per aumentare la visibilità della stessa all’interno dei risultati. Come per il title possiamo distinguere in due tipologie.<span id="more-391"></span></p>
<p><strong>Homepage / </strong><strong>Pagine di categoria:</strong> come per il tag &lt;title&gt;, la description di queste pagine è opportuno che sia completamente personalizzato.</p>
<p><strong>Pagine di articolo:</strong> è caldamente consigliato inserire il riassunto dell&#8217;articolo anche all’interno del tag description in quanto porebbe avere seri effetti positivi anche sulla visibilità della pagina sui risultati dei motori. Se il riassunto è comunque molto lungo, è possibile troncare il contenuto del  tag meta description a 150-200 caratteri.</p>
<div>
<p><strong> </strong></p>
<h2>Meta Keywords</h2>
</div>
<p><strong> </strong></p>
<p>Il tag &lt;meta name=”keywords”&gt; è di rilevanza scarsa o nulla per quanto riguarda il posizionamento sui motori di ricerca. Diversamente dal meta description è di nessuna rilevanza anche per quanto riguarda la visibilità all’interno dei risultati.</p>
<p>L’inserimento di un campo meta keywords personalizzate è pertanto non di vitale importanza. Parlando di parole chiave è più utile gestire i tag degli articoli, ma di questo tratterò più avanti, quando mi dedicherò alla struttura e alla navigazione.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Le basi del posizionamento: il tag Title</title>
		<link>http://blog.webperformance.it/2011/02/24/le-basi-del-posizionamento-il-tag-title/</link>
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		<pubDate>Thu, 24 Feb 2011 17:11:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Martino Mosna</dc:creator>
				<category><![CDATA[Le basi]]></category>
		<category><![CDATA[Search]]></category>
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		<description><![CDATA[Riprendo un po&#8217; il ritmo con il blog, inaugurando una miniserie di articoli dedicati alle basi del posizionamento sui motori di ricerca. Saranno quasi tutte nozioni arcinote a chi lavora nel settore, ma possono essere ugualmente utili per discutere della loro importanza. Il tag &#60;title&#62; com’è noto è forse la componente più importante per quanto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Riprendo un po&#8217; il ritmo con il blog, inaugurando una miniserie di articoli dedicati alle basi del posizionamento sui motori di ricerca. Saranno quasi tutte nozioni arcinote a chi lavora nel settore, ma possono essere ugualmente utili per discutere della loro importanza.</p></blockquote>
<p>Il tag &lt;title&gt; com’è noto è forse la componente più importante per quanto riguarda un corretto posizionamento sui motori. Nel caso di una testata ondine la gestione del tag &lt;title&gt; può essere distinta in due tipologie diverse.</p>
<p><strong><span id="more-382"></span>Homepage / </strong><strong>Pagine di categoria:</strong> tutte quelle pagine che raccolgono al loro interno articoli di natura o argomento simile. In questo caso è opportuno che il CMS permetta una gestione del tag &lt;title&gt; altamente personalizzata e indipendente dai contenuti attualmente presenti sulla pagina. In assenza di personalizzazione è buona pratica lasciare come &lt;title&gt; di default il semplice nome della categoria.</p>
<p><strong>Pagine di articolo:</strong> il &lt;title&gt; del singolo articolo è bene che sia identico al titolo dell’articolo. E’ consigliabile ma non obbligatorio personalizzare il &lt;title&gt; in modo che sia diverso dall’articolo. In linea generale comunque il SEO degli articoli è bene che venga curato fin dalla stesura del titolo dello stesso.</p>
<p>In generale la struttura del contenuto del tag &lt;title&gt; deve prevedere prima l’inserimento della componente SEO (il titolo dell’articolo o il contenuto personalizzato) e solo successivamente il nome del brand o del nome del sito. Questo perché i motori di ricerca danno molto peso alle prime parole contenute nel &lt;title&gt; e sempre meno alle parole successive. E’ opportuno separare il nome del sito dalla componente SEO con un carattere di separazione (pipe, dash o simili)</p>
<p>Esempio di corretta struttura:</p>
<p><strong><span style="color: #008000;">OK</span></strong> – Componente SEO | Nome Sito</p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">NO</span></strong> – Nome Sito Componente SEO</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Buoni link in entrata in ottica SEO. Come riconoscerli?</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 17:01:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Martino Mosna</dc:creator>
				<category><![CDATA[Search]]></category>
		<category><![CDATA[SEO]]></category>
		<category><![CDATA[anchor text]]></category>
		<category><![CDATA[link]]></category>
		<category><![CDATA[pertinenza]]></category>

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		<description><![CDATA[Ok, nuovo articolo tecnico-divulgativo in chiave SEO. Questa volta l&#8217;argomento è: come riconoscere un buon link in entrata? Come posso fare per accertarmi che i link al mio sito che sto cercando di diffondere abbiano il massimo del rendimento in ottica SEO? E&#8217; risaputo che uno dei fattori più importanti per un corretto posizionamento è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ok, nuovo articolo tecnico-divulgativo in chiave SEO. Questa volta l&#8217;argomento è: come riconoscere un <strong>buon link in entrata</strong>? Come posso fare per accertarmi che i link al mio sito che sto cercando di diffondere abbiano il <strong>massimo del rendimento</strong> in ottica SEO?</p>
<p>E&#8217; risaputo che uno dei fattori più importanti per un corretto posizionamento è avere un <a href="http://www.seomoz.org/article/search-ranking-factors">gran numero di link in entrata</a>, possibilmente da <strong>siti pertinenti</strong>. Ma quali sono le caratteristiche principali che rendono un link migliore in ottica SEO? Andiamo per punti.<span id="more-322"></span></p>
<h3><span style="font-weight: normal;">Contestualità</span></h3>
<p>Se il link è all&#8217;interno di una pagina che parla dell&#8217;argomento del sito puntato, il link assume valore. Meglio ancora se il link stesso è all&#8217;interno del contenuto, piuttosto che a margine o ai piedi.</p>
<blockquote><p>Esempio:</p>
<p><strong><span style="color: #008000;">OK</span> </strong>“&#8230; Tra i produttori di <span style="text-decoration: underline;">ippopotami volanti</span> troviamo IppoBlu&#8230;”</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>NO </strong></span>“&#8230; Tra i produttori di ippopotami volanti troviamo IppoBlu&#8230;</p>
<p>&#8230;</p>
<p>(fonte: <span style="text-decoration: underline;">Ippoblu.com</span>)”</p></blockquote>
<h3><span style="font-weight: normal;">Pertinenza dell&#8217;anchor text</span></h3>
<p>Per acquisire prestanza sull&#8217;indice per determinate parole chiave è importante ottenere link il cui anchor text riprenda le stesse. Sono quindi da preferirsi sempre dei link collegati alle parole di un discorso, piuttosto che l&#8217;url esteso.</p>
<blockquote><p>Esempio:</p>
<p><span style="color: #008000;"><strong>OK</strong><strong> </strong></span>Tra i produttori di <span style="text-decoration: underline;">ippopotami volanti</span> troviamo IppoBlu</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>NO </strong></span>Tra i produttori di ippopotami volanti troviamo IppoBlu (<span style="text-decoration: underline;">http://www.ippoblu.com</span>)</p></blockquote>
<h3><span style="font-weight: normal;">Diversità</span></h3>
<p>Troppi link tutti uguali vengono identificati da Google come non naturali e ne viene di conseguenza abbassato il valore. Per questo motivo è importante pianificare un&#8217;attività di link building cercando di variare quanto più possibile le parole chiave all&#8217;interno dell&#8217;anchor text.</p>
<blockquote><p>Esempio:</p>
<p><span style="color: #008000;"><strong>OK </strong></span>Tra i produttori di <span style="text-decoration: underline;">ippopotami volanti</span> troviamo IppoBlu.</p>
<p>IppoBlu è tra i migliori produttori di ippopotami per il <span style="text-decoration: underline;">trasporto da soma</span>.</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>NO </strong></span>Tra i produttori di <span style="text-decoration: underline;">ippopotami volanti</span> troviamo IppoBlu.</p>
<p>Tra i produttori di <span style="text-decoration: underline;">ippopotami volanti</span> troviamo IppoBlu.</p></blockquote>
<p>E questo è il grosso della questione. Qualcosa da aggiungere? I commenti sono graditi, così come eventuali diffusioni se non avete tempo o voglia di commentare <img src='http://blog.webperformance.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Keywords sull&#8217;URL e posizionamento sui motori di ricerca: Alcuni Falsi Miti</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Jan 2010 13:17:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Martino Mosna</dc:creator>
				<category><![CDATA[Search]]></category>
		<category><![CDATA[SEO]]></category>
		<category><![CDATA[dominio]]></category>
		<category><![CDATA[keywords]]></category>
		<category><![CDATA[posizionamento]]></category>
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		<description><![CDATA[Ok, questo è forse il primo post tecnico strettamente SEO su questo blog. Se non vi interessa, passate pure oltre che non vi perdete nulla. Se invece vi siete fatti almeno per una volta la domanda: Meglio la keyword su un dominio di terzo livello o in una sottocartella? Oppure: Ma mi conviene fare l&#8217;url [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ok, questo è forse il primo post tecnico strettamente <strong>SEO</strong> su questo blog. Se non vi interessa, passate pure oltre che non vi perdete nulla. Se invece vi siete fatti almeno per una volta la domanda:</p>
<blockquote><p>Meglio la keyword su un dominio di terzo livello o in una sottocartella?</p></blockquote>
<p>Oppure:</p>
<blockquote><p>Ma mi conviene fare l&#8217;url rewrite? Mi han detto che Google penalizza i siti con url con codici numerici&#8230;<span id="more-306"></span></p></blockquote>
<p>Io queste domande ultimamente le ho sentite talmente spesso che un po&#8217; mi sarei anche stufato ed è arrivato il momento di sfatare alcuni <strong>falsi miti</strong> legati all&#8217;uso delle <strong>keywords all&#8217;interno dell&#8217;URL</strong>.</p>
<p>Iniziamo con una fonte &#8220;autorevole&#8221;, ovvero i Search Engine Ranking Factors di SeoMoz e nello specifico <a href="http://www.seomoz.org/article/search-ranking-factors?2009#ranking-factors">il peso dei dati relativi alle keywords</a>. Possiamo già vedere di per sè che l&#8217;uso delle keywords nell&#8217;URL è <strong>ben lungi dall&#8217;essere un fattore importante </strong>o in qualche modo largamente determinante per un buon posizionamento (il che significa che se vi hanno venduto per SEO del semplice url rewriting beh, siete stati fregati&#8230; ma questo è un altro discorso).</p>
<p>La seconda cosa che salta all&#8217;occhio è che la keyword nell&#8217;URL viene considerata avere <strong>sostanzialmente lo stesso peso</strong>, che sia nel terzo livello del dominio o nella stringa di cartelle/pagine. <strong>Unica eccezione</strong>, la parola chiave nel dominio principale, di secondo livello.</p>
<p>E questi sono i fatti, che si potrebbero anche prendere per oro colato e chiudere qui.</p>
<p>Ma fermiamoci un attimo a pensare al motivo per cui le parole chiave nell&#8217;url sono importanti. Cosa spinge un buon posizionamento? Domanda facile: i <strong>buoni link</strong>. Quand&#8217;è che i link sono buoni? Quando arrivano da<strong> siti pertinenti</strong>, con<strong> anchor text pertinente</strong>.</p>
<p>Ora, qual&#8217;è il modo più comune di linkare? Prendere l&#8217;url e schiaffarlo direttamente sul blog/sito/forum, così come sta e giace. Tutti d&#8217;accordo?</p>
<p>E se la keyword <em>sta già nell&#8217;url</em>, va da se che ognuno di questi link la <strong>conterrà al suo interno</strong> come <strong>anchor text</strong>. Pertinente. Ecco il reale motivo dell&#8217;importanza di usare le parole chiave nell&#8217;url.</p>
<p>Va da se che <strong>il massimo della prestanza</strong> si ha sul secondo livello (il più linkato), sottocartelle, pagine o domini di terzo livello saranno inevitabilmente meno linkati e quindi avranno meno potere di posizionamento. Ecco fatto, non è una magia, c&#8217;è un perché ben preciso. E quindi alle domande di cui sopra rispondo:</p>
<blockquote><p>E&#8217; indifferente che la keyword stia in un dominio di terzo livello o in una cartella. L&#8217;importante è farsi linkare.</p></blockquote>
<p>E ancora:</p>
<blockquote><p>Google non penalizza chi non fa uso di url rewrite. Semplicemente utilizzare l&#8217;url rewriting avvantaggia sul lungo periodo, quando si ricevono link spontanei. Anche in caso di conversione da url normale a url riscritto, sarà necessario del tempo per avere sensibili effetti positivi.</p></blockquote>
<p>Ecco fatto, ho detto la mia. Se c&#8217;è qualche SEO all&#8217;ascolto, aspetto repliche, critiche, osservazioni. Anche diffusioni sono ben accette <img src='http://blog.webperformance.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Google accetta i cookie! Un nuovo Googlebot?</title>
		<link>http://blog.webperformance.it/2009/07/07/google-accetta-i-cookie-un-nuovo-googlebot/</link>
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		<pubDate>Tue, 07 Jul 2009 13:20:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Martino Mosna</dc:creator>
				<category><![CDATA[Search]]></category>
		<category><![CDATA[SEO]]></category>
		<category><![CDATA[cookie]]></category>
		<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[googlebot]]></category>

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		<description><![CDATA[No, non sono impazzito, ho dei dati per dire questo. E no, ancora non li accetta ufficialmente, ma è una logica conclusione ad alcuni dati che oggi casualmente mi sono saltati all&#8217;occhio guardando le statistiche di Marzo dei principali siti a cui ho accesso e in particolar modo le statistiche di utilizzo dei browser da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>No, non sono impazzito, ho dei dati per dire questo. E no, ancora non li accetta ufficialmente, ma è una logica conclusione ad alcuni dati che oggi casualmente mi sono saltati all&#8217;occhio guardando le statistiche di Marzo dei principali siti a cui ho accesso e in particolar modo le statistiche di utilizzo dei browser da parte degli utenti.</p>
<p>Nei giorni 18 e 19 marzo in tutti i siti più grossi appare un curioso browser di nome Googlebot 2.1, come potete vedere dallo screenshot:</p>
<div id="attachment_265" class="wp-caption aligncenter" style="width: 250px"><a href="http://blog.webperformance.it/wp-content/uploads/2009/07/browser-googlebot.jpg" target="_blank" rel="lightbox[266]"><img class="size-medium wp-image-265" title="browser-googlebot" src="http://blog.webperformance.it/wp-content/uploads/2009/07/browser-googlebot.jpg?w=300" alt="browser-googlebot" width="240" height="61" /></a><p class="wp-caption-text">Attività del browser &quot;Googlebot 2.1&quot; il 18-19 Marzo 2009</p></div>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: left;"><span id="more-266"></span>Lo stesso fenomeno su diversi siti e negli stessi giorni. Difficile che si possa trattare di un utente il cui browser (per qualche motivo strano) riporta &#8220;Googlebot 2.1&#8243; come denominazione. E nemmeno si può pensare ad una release &#8220;bacata&#8221; di qualche browser minore, dato che il fenomeno dura esattamente due giorni.</p>
<p style="text-align: left;">L&#8217;unica alternativa che resta è che Google abbia imparato a leggere i cookie e a conservarne le informazioni, permettendo quindi agli strumenti di Web Analytics che sui cookie si basano di rilevarne la presenza. Ancora da Google non ho letto nessuna comunicazione in merito, ne&#8217; dagli esperti del settore&#8230; ma il fatto che lo stesso fenomeno io l&#8217;abbia rilevato su siti diversi, piuttosto grossi e di target diverso mi lascia credere che come minimo stiano facendo degli esperimenti con un nuovo crawler.</p>
<p style="text-align: left;">Se fosse vero, sarebbe una mezza rivoluzione in campo SEO. Pensate solo a tutti quei siti che usano i cookie di sessione per gestire le versioni in lingua che finora sono una delle bestie nere per una corretta indicizzazione.</p>
<p style="text-align: left;">Avete notato anche voi la stessa cosa sulle statistiche dei siti a cui avete accesso? Sono stato troppo affrettato nel giudizio?</p>
<p style="text-align: left;">Martino</p>
<p style="text-align: left;">EDIT 08/07/2009 &#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-</p>
<p style="text-align: left;">Come <a href="http://blog.comprabanner.com/2009/07/07/google-accetta-i-cookie-un-nuovo-googlebot/#comment-120" target="_self">giustamente fa notare Marco Cilia</a> nei commenti, più che accettare i cookie, Googlebot esegue i Javascript. La cosa naturalmente ha implicazioni diverse rispetto a quelle che preventivavo, ma non per questo conseguenze  meno rilevanti&#8230; un nuovo bot che esegue i Javascript significa ad esempio grossi cambiamenti nell&#8217;indicizzazione di siti che fanno uso di tecnologia AJAX&#8230;</p>
<p style="text-align: left;">M.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il Posizionamento nei Motori di Ricerca diventa un investimento strategico</title>
		<link>http://blog.webperformance.it/2009/05/20/il-posizionamento-nei-motori-di-ricerca-diventa-un-investimento-strategico/</link>
		<comments>http://blog.webperformance.it/2009/05/20/il-posizionamento-nei-motori-di-ricerca-diventa-un-investimento-strategico/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 20 May 2009 12:11:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Martino Mosna</dc:creator>
				<category><![CDATA[Search]]></category>
		<category><![CDATA[SEO]]></category>
		<category><![CDATA[marketing]]></category>
		<category><![CDATA[search]]></category>

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		<description><![CDATA[Mettiamo le cose come stanno: ho scritto più volte nei mesi scorsi del potere dei social media di veicolare rapidamente informazioni vitali, della loro incontestabile superiorità sui motori di ricerca &#8220;tradizionali&#8221;. La verità è che la gente spende più tempo sui motori di ricerca. Ed in secondo luogo sui portali. Solo al terzo posto ci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">Mettiamo le cose come stanno: ho scritto più volte nei mesi scorsi del potere dei social media di veicolare rapidamente informazioni vitali, della loro incontestabile superiorità sui motori di ricerca &#8220;tradizionali&#8221;. La verità è che la gente spende più tempo sui motori di ricerca. Ed in secondo luogo sui portali. Solo al terzo posto ci sono le community (e quindi quello che potremmo definire &#8220;social&#8221;).</p>
<div id="attachment_231" class="wp-caption aligncenter" style="width: 172px"><a href="http://blog.webperformance.it/wp-content/uploads/2009/05/utenti-attivi-aprile-2009.gif" target="_blank" rel="lightbox[232]"><img class="size-full wp-image-231" title="Abitudini degli utenti di internet (Aprile 2009)" src="http://blog.webperformance.it/wp-content/uploads/2009/05/utenti-attivi-aprile-2009.gif" alt="Abitudini degli utenti di internet (Aprile 2009). Fonte: Audiweb" width="162" height="105" /></a><p class="wp-caption-text">Abitudini degli utenti di internet (Aprile 2009). Fonte: Audiweb</p></div>
<p style="text-align: left;"><span id="more-232"></span>Sono dati che mostrano chiaramente una tendenza in atto già da mesi e le aziende a livello mondiale a quanto pare già se n&#8217;erano accorte ed infatti gli investimenti in advertising online si stanno spostando gradualmente ma sensibilmente verso il Search Marketing ed in particolar modo sul <a href="http://seorama.comprabanner.com/items/view/153/posizionamento-sui-motori-di-ricerca-che-cose" target="_blank"><strong>posizionamento nei motori di ricerca</strong></a> (inteso sia come SEO che come posizionamento sponsorizzato), come mostra la seguente ricerca:</p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 204px"><a href="http://www.emarketer.com/images/chart_gifs/103001-104000/103576.gif" target="_blank" rel="lightbox[232]"><img title="Pianificazione degli investimenti sulladvertising online" src="http://www.emarketer.com/images/chart_gifs/103001-104000/103576.gif" alt="Pianificazione degli investimenti sulladvertising online da parte delle aziende, divisi per tattica (Febbraio/Marzo). Fonte: eMarketer" width="194" height="158" /></a><p class="wp-caption-text">Pianificazione degli investimenti sull&#39;advertising online da parte delle aziende, divisi per tattica (Febbraio/Marzo) Fonte: eMarketer</p></div>
<p style="text-align: left;">La mia sensazione è che in Italia (tanto per cambiare) questa tendenza stia prendendo piede con molta più lentezza rispetto alla media mondiale. E&#8217; comunque una buona notizia per tutti i Search Marketers&#8230;</p>
<p style="text-align: left;">Martino</p>
<p style="text-align: left;">Via: <a href="http://www.totale.it/un-dato-semplice-cristallino-1393.html" target="_blank">Totale</a>, <a href="http://www.emarketer.com/Article.aspx?R=1007088" target="_blank">eMarketer</a></p>
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