Social SEO e Social Search su Google+: il gioco si fa duro

Sì è fatto tanto parlare nelle ultime settimane di questo Google+ di come è bello di come è brutto, di come è meglio di Facebook o peggio di Twitter. Si è detto che arriveranno i giochini e che è inutile illudersi. Si è detto che su Google+ non ci troverai tua madre e si è arrivati anche a vendere gli (ormai svalutatissimi) inviti su Ebay.

A differenza del web anglofono, in particolare quello che ruota attorno all’area SEOMoz / Search Engine Land, sul web italiano si è letto poco delle reali potenzialità del giochino e dell’impatto che con ogni probabilità avrà sul SEO, inteso come attività generica di miglioramento della visibilità del sito sui risultati naturali dei Motori di Ricerca e del relativo traffico in ingresso.

Vediamo di fare un po’ di chiarezza…

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Twitter e la Nuova Homepage: il Social Search fa un passo avanti

Ieri Twitter ha modificato l’homepage per gli utenti non registrati. E’ un cambiamento che molti hanno notato e commentato.

twitter

In generale, tra chi parla di rivoluzione e chi parla di semplice rifacimento del trucco, l’opinione più accreditata è quella di un chiaro cambio del passo, o meglio ancora della conferma di quanto si dice ormai da mesi nel campo del SEM: il Social Search sta raggiungendo la maturità e fa un passo avanti verso il mainstream.

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Google Latitude social mobile o profilazione mirata

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=Q-Oq-9enE-k]

Da stamattina la blogosfera italiana non parla d’altro, Google ha lanciato un nuovo servizio utilizzabile sia da cellulare che dalla dashboard di iGoogle. Il servizio è fortemente legato a Google Maps e fara molto discutere per la sua politica della privacy.

Di default infatti la posizione da telefono viene aggiornata automaticamente ad ogni connessione dell’utente al servizio.

Ma la prima cosa che ho pensato dopo lo stupore iniziale è stata: “ma se google sa dove mi trovo può propormi degli Ads in linea con la mia posizione attuale!” ed allora improvvisamente ecco che scopriamo un altra faccia di questa web app, ovvero un grande raccoglitore di informazioni geografiche con il fine di proporre pubblicità sempre più profilata.

Del resto big G non è affatto nuova a questa strategia…

Uno screen della mia posizione attuale

Uno screen della mia posizione attuale

E voi cosa ne pensate di questo servizio?

Sarà una piccola rivoluzione nel nostro modo di tenerci in contatto oppure è solo uno specchietto per le allodole creato per monitorarci sempre più?

a voi la parola…

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Friend Connect: l'approccio di Google al social web

Prendo lo spunto da un articolo di Cash Cow per parlare di Firend Connect.

Partiamo da una premessa: il social web ormai è una realtà in pieno sviluppo e sembra strano che Google dopo i precedenti, quasi fallimentari tentativi (nessuno si ricorda di Orkut?), ci riprovi. Errore o calcolo? Difficile dirlo… di sicuro c’è che l’approccio che Google prende con Friend Connect è originale e presenta alcuni elementi potenzialmente rivoluzionari.

In sostanza, invece di creare l’ennesimo social network con chissà quali nuove features, Google ha deciso di permettere a chiunque di rendere “social” il proprio sito, offrendo la sua piattaforma di applicazioni e widget integrabili liberamente in qualunque sito, tramite dei semplici div, contententi un iframe.

Il pannello di amministrazione di un widget di Friend Connect

Il pannello di amministrazione di un widget di Friend Connect

Come nel caso delle applicazioni della suite di Google Docs, che ha permesso a Google di entrare dalla porta di servizio dentro ai computer della gente, ora entra dal retro dei vostri siti, offrendo la sua tecnologia, per permettervi di costruire con facilità una struttura interattiva e partecipativa, senza complicati CMS a doverla gestire.

Ovviamente, per poter partecipare a questa attività “social”, occorre essere registrati con un account Google. Il tentativo di Google è evidentemente quello di offrire il miele alla mosca e costruire così una vera e propria comunità laddove i social network ancora non sono arrivati: direttamente sui milioni di siti internet la fuori che ancora sono fermi (per disinteresse o difficoltà tecnica) alla vecchia concezione di web statico.

Martino

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SearchWiki di Google, per una ricerca più social

Ennesima novità da google questa mattina, in un periodo di pieno sviluppo dei servizi social google fà un passo da gigante ed estende questa funzione alle sue ricerce.

Disponibile solo per pochi utenti per ora, google a però indicato di voler estendere queste nuove funzionalità a tutti i suoi utenti.

Il servizio da la possibilità di dare i commenti ai risultati delle ricerche, vedere quelli degli altri utenti e affossare o far salire i siti in maniera molto simile a quanto succede su digg, ecco allora che siti dal contenuto poco intersssante non usciranno con buone posizione nei risultati ma saranno superati da siti giovani ma che propongono dei prodotti o dei servizi interessanti per gli utenti del motore.

Tutto questo porterà ad una grossa rivoluzione nelle serp e l’attività di seo dovra obbligatoriamente essere integrata da una produzione di contenuto valido, nuovo e costante.

Per aggiungere tutti questi servizi google a fatto uso di WikiaSearch un servizio che Cedric Dupont, Product Manager di Google, ha definito rivoluzionario.

Per una piccola panoramica del servizio vi invito a guardare il video proposto qui sotto che mostra alcune delle funzionalità disponibili.

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=t8Pl1H0dIXE]

Ernesto

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Twitter spiegato in maniera semplice ed efficace

Di twitter parlo moltissimo negli ultimi tempi ma mi rendo conto che non tutti hanno già avuto a che fare con questo strumento.

Questo video spiega di cosa si tratta e come và utilizzato.

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=ddO9idmax0o]

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Social Bookmarking: servizi utili o spam?

Oggi ho passato la giornata a spaccarmi letteralmente la testa tra le miriadi di servizi di social bookmarking disponibili nell’intera rete. Sono tanti. Tantissimi. E ognuno cerca di essere innovativo a modo suo per farsi strada in mezzo a questa concorrenza che è diventata ormai spietata.

Il risultato naturalmente è che ogni strumento è diverso da usare. Delicious è diverso da Digg che è diverso da Faves e potrei andare avanti all’infinito. L’uso di ciascuno di questi strumenti quindi non è esattamente immediato.

La domanda che mi è sorta spontanea alla fine di tutto è: c’è davvero bisogno di tutti questi servizi? O stiamo semplicemente sovraccaricando la rete di un mare di informazioni inutili?

Martino

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