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	<title>Pubblicità Online Migliorata &#187; Social</title>
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	<description>Cava fuori il meglio dal tuo sito! Il blog ufficiale di WebPerformance</description>
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		<title>Social SEO e Social Search su Google+: il gioco si fa duro</title>
		<link>http://blog.webperformance.it/2011/07/26/social-seo-e-social-search-su-google-il-gioco-si-fa-duro/</link>
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		<pubDate>Tue, 26 Jul 2011 14:09:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Martino Mosna</dc:creator>
				<category><![CDATA[SEO]]></category>
		<category><![CDATA[Social]]></category>
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		<description><![CDATA[Sì è fatto tanto parlare nelle ultime settimane di questo Google+ di come è bello di come è brutto, di come è meglio di Facebook o peggio di Twitter. Si è detto che arriveranno i giochini e che è inutile illudersi. Si è detto che su Google+ non ci troverai tua madre e si è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><img class="aligncenter size-full wp-image-481" title="Google contro tutti" src="http://blog.webperformance.it/wp-content/uploads/2011/07/google-contro-tutti.jpeg" alt="" width="360" height="297" />Sì è fatto tanto parlare nelle ultime settimane di questo <strong>Google+</strong> di come è bello di come è brutto, di come è meglio di Facebook o peggio di Twitter. Si è detto che <a href="http://www.google.com/search?q=google+plus+giochi">arriveranno i giochini</a> e che è inutile illudersi. Si è detto che su Google+ <a href="http://www.rivistastudio.com/editoriali/media-innovazione/perche-tua-mamma-non-usera-google/">non ci troverai tua madre</a> e si è arrivati anche a vendere gli (ormai svalutatissimi) inviti <a href="http://shop.ebay.com/i.html?_trkparms=65%253A12%257C66%253A2%257C39%253A1%257C72%253A5276&amp;rt=nc&amp;_nkw=google+invite&amp;_ipg=100&amp;_trksid=p3286.c0.m14.l1514">su Ebay</a>.</p>
<p>A differenza del web anglofono, in particolare quello che ruota attorno all&#8217;<strong>area SEOMoz / Search Engine Land</strong>, sul web italiano si è letto poco delle <strong>reali potenzialità</strong> del giochino e dell&#8217;impatto che con ogni probabilità avrà sul <strong>SEO</strong>, inteso come attività generica di <strong>miglioramento della visibilità</strong> del sito sui risultati naturali dei Motori di Ricerca e del relativo <strong>traffico in ingresso</strong>.</p>
<p>Vediamo di fare un po&#8217; di chiarezza&#8230;<span id="more-474"></span></p>
<h3>Il SEO come lo conosciamo finora</h3>
<p>Prendendo a prestito le <a href="http://www.seomoz.org/blog/social-annotations-in-search-now-your-social-network-rankings">parole di Rand Fishkin</a>: per anni, il modo migliore di guadagnare posizioni nei risultati di ricerca è stato questo:</p>
<ul>
<li>creare pagine accessibili</li>
<li>con contenuto di qualità</li>
<li>ottimizzate con le parole chiave corrette</li>
<li>in modo che attirino link naturali</li>
</ul>
<p>Il primo punto è quello che potremo chiamare &#8220;SEO tecnico&#8221; e riguarda il lavoro di <strong>ottimizzazione dell&#8217;architettura</strong> del sito, in modo che sia amichevole per i motori di ricerca.</p>
<p>Il secondo ed il terzo punto sono il &#8220;SEO editoriale&#8221;, ovvero tutto quel lavoro di <strong>analisi delle parole chiave</strong> e redazione dei <strong>contenuti</strong> o ottimizzazione di quelli esistenti.</p>
<p>Il quarto punto è il più recente in termini relativi ed è stato finora quello che ha permesso di fare la differenza: a parità di ottimizzazione tecnica ed editoriale, ciò che conta sono i <strong>link in entrata</strong>. Per questo il lavoro del SEO si è orientato verso le attività di <strong>link building</strong>.</p>
<p>Ma ora le cose stanno per cambiare. Radicalmente.</p>
<h3>I Segnali Sociali</h3>
<p>Da diversi mesi Google aveva provato a <strong>modificare i suoi risultati</strong> di ricerca attraverso i cosiddetti &#8220;<a href="http://searchengineland.com/what-social-signals-do-google-bing-really-count-55389">Social Signal</a>&#8220;. Il piano fin da subito era: aggiungiamo <strong>un pizzico di Social</strong> al nostro algoritmo di Ranking (che, com&#8217;è noto, conta più di 200 fattori).</p>
<p>Per fare questo ha stretto accordi con Twitter e si è appoggiato fortemente alla sua base utenti per provare a costruire una rete di connessioni tra persone ed <strong>individuare account autoritari</strong>, in modo da popolare i risultati di ricerca anche con questo criterio.</p>
<h3>L&#8217;arrivo di Google+</h3>
<p>Evidentemente tutto questo <strong>non era abbastanza</strong>, forse perché non avevano abbastanza dati o perché non riuscivano ad averli con velocità sufficiente, fattostà che prima hanno lanciato il <strong>bottone +1</strong> sui risultati di ricerca (accolto da più con un &#8220;embè? Perché dovrei fare +1 su un risultato di ricerca?&#8221;) e successivamente anche il bottone +1 <strong>per i siti web</strong> (non era ancora chiaro dove volessero andare a parare, ma i più svegli <a href="http://www.seomoz.org/blog/google-1-and-the-rise-of-social-seo">già avevano delle teorie</a>).</p>
<p>E infine hanno lasciato scadere gli accordi con Twitter e <strong>sganciato la bomba</strong> con Google+, considerata in modo superficiale dai più come un &#8220;attacco a Facebook&#8221;.</p>
<p>E&#8217; certamente un tentativo di entrare a gamba tesa nel territorio del social network, ma in realtà questa è solo <strong>la punta del&#8217;iceberg</strong>. Ci sono innanzi tutto enormi implicazioni legate alla possibilità di profilare la propria base utenti (consideriamo che il core business di Google, <strong>a differenza di Facebook</strong>, è la <strong>pubblicità</strong>), ma non è questo il punto che ci interessa. Quello che ci interessa mettere in evidenza è <strong>come cambia</strong> il mondo della <strong>Search Engine Optimization</strong>.</p>
<h3>Il SEO Sociale</h3>
<p>In breve: con Google+, il motore di ricerca ha a disposizione una <strong>base utenti solida</strong> che permette di <strong>personalizzare i risultati di ciascuno</strong> sulla base delle risorse segnalate dalle persone della propria rete sociale. Un esempio che vale più di mille parole:</p>
<div id="attachment_479" class="wp-caption aligncenter" style="width: 435px"><a href="http://blog.webperformance.it/wp-content/uploads/2011/07/google-risultati-nelle-serp.png" rel="lightbox[474]"><img class="size-full wp-image-479 " title="Risultati di ricerca di Google" src="http://blog.webperformance.it/wp-content/uploads/2011/07/google-risultati-nelle-serp.png" alt="" width="425" height="239" /></a><p class="wp-caption-text">Dopo appena una settimana di utilizzo di Google+ già sono visibili i primi risultati &quot;modificati&quot; nelle pagine di ricerca di Google... (questa è la fine della prima pagina per la chiave di ricerca &quot;diritto&quot;, quando sono collegato con il mio account Google)</p></div>
<p>Fino a prima di Google+, un risultato di ricerca di questo tipo era cosa rara. Ora invece sta diventando la normalità. Mi è capitato di <a href="http://friendfeed.com/gluca/04334ce1/test-ho-pubblicato-il-mio-post-di-ieri-sia-su-g-che">discutere su Friendfeed</a> proprio di questo argomento e a chi chiedeva:</p>
<blockquote><p>Non sono sicuro di avere capito, ripeto &#8220;se un post sul blog viene segnalato da G+ ai miei amici, e su FF ai miei amici, i miei amici di G+ lo vedranno più in alto che i miei amici di FF&#8221;. E&#8217; corretto? Ma tu parli di social search, ok, è chiaro che funziona esattamente come Twitter e FB, risultati più sharati = più in alto. Ma questo da prima di G+, no?</p></blockquote>
<p>La risposta è stata:</p>
<blockquote><p>No, non è solo &#8220;+ share = + alto&#8221;. E&#8217; anche: &#8220;tizio segnala = i suoi follower vedono in alto, fin da subito&#8221;. Da cui ne consegue che &#8220;contenuto segnalato da tizio con tanti followers = big deal&#8221;. Naturalmente il discorso varrà anche per le aziende&#8230; &#8220;tira su tanti followers e stimola lo share dei contenuti = avrai un aumento di traffico organico&#8221;</p>
<p>In definitiva: cambia proprio il campo da gioco. Non è l&#8217;efficacia SEO del sito-social a contare in se e per se, ma quanto e come i tuoi contenuti riescono a diffondersi sulle reti sociali.</p></blockquote>
<p>Per riassumere quindi, il SEO Sociale si gioca su un campo diverso e del tutto nuovo. Aziende o siti che riescano a <strong>far condividere i loro contenuti</strong> su Google+, hanno la possibilità di accedere ad uno straordinario potere che è quello di entrare <strong>fin da subito</strong> nei risultati di ricerca di Google, in <strong>posizioni prominenti</strong>. Non più quindi mesi di link building per entrare in SERP in buone posizioni: possono bastare pochi giorni.</p>
<p>Ed il lavoro del SEO andrà quindi a muoversi in due direzioni del tutto inedite:</p>
<ul>
<li><strong>ampliamento della rete</strong> sociale e della <strong>fidelizzazione delle persone</strong> ai contenuti prodotti</li>
<li>produzione di <strong>contenuti</strong> che siano facilmente <strong>condivisibili</strong></li>
</ul>
<p>Il <strong>gioco duro</strong> quindi si giocherà essenzialmente sulla capacità di produrre <strong>contenuti di alta qualità</strong>, che possano essere <strong>condivisi dalle reti sociali su Google+</strong>. E se il primo punto (quello della crescita della base utenti fidelizzati, i &#8220;fan&#8221;) può essere relativamente facile da gonfiare, il secondo punto è decisamente più complicato da ottenere. Puoi anche condividere articoli con account fasulli, ma se questi account non hanno un ampio seguito di followers attivi, l&#8217;effetto sul traffico è nullo.</p>
<p>Visti i <strong>tassi di crescita</strong> della base utenti di Google+ (e dando per scontato che a Mountain View non resteranno con le mani in mano, ma continueranno a migliorare il prodotto per renderlo sempre più appetibile), ci sono <strong>pochi dubbi</strong> in merito alle dimensioni che assumerà il fenomeno nei prossimi mesi. Non mancherà di certo il gioco sporco, ma con queste premesse il SEO Black Hat ha la strada tutta in salita.</p>
<p>Per cui, esimi colleghi SEO e soprattutto <strong>carissimi webmaster italiani</strong>: lasciate perdere il Pagerank e inquadrate bene la situazione: <strong>un nuovo SEO è alle porte</strong> e c&#8217;è da iniziare a lavorarci su!</p>
<p><strong>Aggiornamento (28/07/11):</strong> oggi anche il buon Danny Sullivan <a href="http://searchengineland.com/how-being-friends-on-google-leads-to-better-rankings-87376">dice sostanzialmente le stesse cose</a>, con qualche piccolo esempio preso dal mercato americano.</p>
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		<title>Twitter e la Nuova Homepage: il Social Search fa un passo avanti</title>
		<link>http://blog.webperformance.it/2009/07/29/twitter-e-la-nuova-homepage-il-social-search-fa-un-passo-avanti/</link>
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		<pubDate>Wed, 29 Jul 2009 14:22:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Martino Mosna</dc:creator>
				<category><![CDATA[Social]]></category>
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		<description><![CDATA[Ieri Twitter ha modificato l&#8217;homepage per gli utenti non registrati. E&#8217; un cambiamento che molti hanno notato e commentato. In generale, tra chi parla di rivoluzione e chi parla di semplice rifacimento del trucco, l&#8217;opinione più accreditata è quella di un chiaro cambio del passo, o meglio ancora della conferma di quanto si dice ormai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri Twitter ha modificato l&#8217;homepage per gli utenti non registrati. E&#8217; un cambiamento che <a href="http://search.twitter.com/search?q=twitter+homepage" target="_blank">molti hanno notato e commentato</a>.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-275" title="twitter" src="http://blog.webperformance.it/wp-content/uploads/2009/07/twitter.png" alt="twitter" width="200" height="200" /></p>
<p>In generale, tra chi parla di rivoluzione e chi parla di semplice rifacimento del trucco, l&#8217;opinione più accreditata è quella di un chiaro cambio del passo, o meglio ancora della conferma di quanto si dice ormai da mesi nel campo del SEM: il Social Search sta raggiungendo la maturità e fa un passo avanti verso il mainstream.</p>
<p><span id="more-274"></span>Non è lontano il giorno in cui il navigatore medio per cercare quello che sta succedendo ora andra su Twitter. Oppure per cercare qualche consiglio in tempo reale da persone che condividono le nostre stesse passioni.</p>
<p>Mi permetto tuttavia di fare alcune critiche a questa nuova homepage&#8230; in particolar modo per quanto concerne la prominenza del Search: cosa notata da tutti al primo impatto, ma che ad un&#8217;analisi approfondita presenta almeno una grossa pecca.</p>
<p>Una volta effettuata la ricerca infatti si può notare come i risultati non siano subito in alto (come su <a href="http://search.twitter.com" target="_blank">search.twitter.com</a>), ma restino sotto al rettangolo azzurro/blu del riquadro di ricerca. Il grosso dei risultati resta &#8220;under the fold&#8221; (con il mio monitor alto 800 px ne vedo solo 4). Io credo che questo sia un grossolano errore&#8230; Se volevano dare fino in fondo rilevanza al Search, avrebbero dovuto restuituire risultati più simili a quelli di Google: logo piccolo in alto a sinistra e risultati subito sotto. Almeno 7-8 per la mia risoluzione.</p>
<p>Chissà, magari in futuro <img src='http://blog.webperformance.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Martino</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Google Latitude social mobile o profilazione mirata</title>
		<link>http://blog.webperformance.it/2009/02/05/google-latitude-social-mobile-o-profilazione-mirata/</link>
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		<pubDate>Thu, 05 Feb 2009 17:20:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ernesto</dc:creator>
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		<category><![CDATA[latitude]]></category>
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		<description><![CDATA[[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=Q-Oq-9enE-k] Da stamattina la blogosfera italiana non parla d&#8217;altro, Google ha lanciato un nuovo servizio utilizzabile sia da cellulare che dalla dashboard di iGoogle. Il servizio è fortemente legato a Google Maps e fara molto discutere per la sua politica della privacy. Di default infatti la posizione da telefono viene aggiornata automaticamente ad ogni connessione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=Q-Oq-9enE-k]</p>
<p>Da stamattina la blogosfera italiana non parla d&#8217;altro, Google ha lanciato un nuovo servizio utilizzabile sia da cellulare che dalla dashboard di iGoogle. Il servizio è fortemente legato a Google Maps e fara molto discutere per la sua politica della privacy.</p>
<p>Di default infatti la posizione da telefono viene aggiornata automaticamente ad ogni connessione dell&#8217;utente al servizio.</p>
<p>Ma la prima cosa che ho pensato dopo lo stupore iniziale è stata: &#8220;ma se google sa dove mi trovo può propormi degli Ads in linea con la mia posizione attuale!&#8221; ed allora improvvisamente ecco che scopriamo un altra faccia di questa web app, ovvero un grande raccoglitore di informazioni geografiche con il fine di proporre pubblicità sempre più profilata.</p>
<p>Del resto big G non è affatto nuova a questa strategia&#8230;</p>
<div id="attachment_136" class="wp-caption aligncenter" style="width: 280px"><a href="http://blog.webperformance.it/wp-content/uploads/2009/02/latitude-google.jpg" rel="lightbox[134]"><img class="size-full wp-image-136" title="latitude-google" src="http://blog.webperformance.it/wp-content/uploads/2009/02/latitude-google.jpg" alt="Uno screen della mia posizione attuale" width="270" height="350" /></a><p class="wp-caption-text">Uno screen della mia posizione attuale</p></div>
<p>E voi cosa ne pensate di questo servizio?</p>
<p>Sarà una piccola rivoluzione nel nostro modo di tenerci in contatto oppure è solo uno specchietto per le allodole creato per monitorarci sempre più?</p>
<p>a voi la parola&#8230;</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Friend Connect: l&#039;approccio di Google al social web</title>
		<link>http://blog.webperformance.it/2008/12/03/friend-connect-lapproccio-di-google-al-social-web/</link>
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		<pubDate>Wed, 03 Dec 2008 10:26:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Martino Mosna</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Social]]></category>
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		<description><![CDATA[Prendo lo spunto da un articolo di Cash Cow per parlare di Firend Connect. Partiamo da una premessa: il social web ormai è una realtà in pieno sviluppo e sembra strano che Google dopo i precedenti, quasi fallimentari tentativi (nessuno si ricorda di Orkut?), ci riprovi. Errore o calcolo? Difficile dirlo&#8230; di sicuro c&#8217;è che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Prendo lo spunto da un articolo di <a href="http://www.cash-cow.it/2008/google/google-friend-connect.htm">Cash Cow</a> per parlare di Firend Connect.</p>
<p>Partiamo da una premessa: il social web ormai è una realtà in pieno sviluppo e sembra strano che Google dopo i precedenti, quasi fallimentari tentativi (nessuno si ricorda di Orkut?), <a href="http://googleblog.blogspot.com/2008/05/friend-connected-web.html">ci riprovi</a>. Errore o calcolo? Difficile dirlo&#8230; di sicuro c&#8217;è che l&#8217;approccio che Google prende con <a href="http://www.google.com/friendconnect/">Friend Connect</a> è originale e presenta alcuni elementi potenzialmente rivoluzionari.</p>
<p>In sostanza, invece di creare l&#8217;ennesimo social network con chissà quali nuove features, Google ha deciso di permettere a chiunque di rendere &#8220;social&#8221; il proprio sito, offrendo la sua piattaforma di applicazioni e widget integrabili liberamente in qualunque sito, tramite dei semplici div, contententi un iframe.</p>
<div id="attachment_104" class="wp-caption aligncenter" style="width: 178px"><a href="http://blog.webperformance.it/wp-content/uploads/2008/12/google-friend-connect1.png" rel="lightbox[101]"><img class="size-thumbnail wp-image-104" title="google-friend-connect1" src="http://blog.webperformance.it/wp-content/uploads/2008/12/google-friend-connect1.png?w=128" alt="Il pannello di amministrazione di un widget di Friend Connect" width="168" height="117" /></a><p class="wp-caption-text">Il pannello di amministrazione di un widget di Friend Connect</p></div>
<p>Come nel caso delle applicazioni della suite di Google Docs, che ha permesso a Google di entrare dalla porta di servizio dentro ai computer della gente, ora entra dal retro dei vostri siti, offrendo la sua tecnologia, per permettervi di costruire con facilità una struttura interattiva e partecipativa, senza complicati CMS a doverla gestire.</p>
<p>Ovviamente, per poter partecipare a questa attività &#8220;social&#8221;, occorre essere registrati con un account Google. Il tentativo di Google è evidentemente quello di offrire il miele alla mosca e costruire così una vera e propria comunità laddove i social network ancora non sono arrivati: direttamente sui milioni di siti internet la fuori che ancora sono fermi (per disinteresse o difficoltà tecnica) alla vecchia concezione di web statico.</p>
<p>Martino</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>SearchWiki di Google, per una ricerca più social</title>
		<link>http://blog.webperformance.it/2008/11/24/searchwiki-di-google-per-una-ricerca-piu-social/</link>
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		<pubDate>Mon, 24 Nov 2008 09:18:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ernesto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ennesima novità da google questa mattina, in un periodo di pieno sviluppo dei servizi social google fà un passo da gigante ed estende questa funzione alle sue ricerce. Disponibile solo per pochi utenti per ora, google a però indicato di voler estendere queste nuove funzionalità a tutti i suoi utenti. Il servizio da la possibilità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ennesima novità da google questa mattina, in un periodo di pieno sviluppo dei servizi social google fà un passo da gigante ed estende questa funzione alle sue ricerce.</p>
<p>Disponibile solo per pochi utenti per ora, google a però indicato di voler estendere queste nuove funzionalità a tutti i suoi utenti.</p>
<p>Il servizio da la possibilità di dare i commenti ai risultati delle ricerche, vedere quelli degli altri utenti e affossare o far salire i siti in maniera molto simile a quanto succede su digg, ecco allora che siti dal contenuto poco intersssante non usciranno con buone posizione nei risultati ma saranno superati da siti giovani ma che propongono dei prodotti o dei servizi interessanti per gli utenti del motore.</p>
<p>Tutto questo porterà ad una grossa rivoluzione nelle serp e l&#8217;attività di seo dovra obbligatoriamente essere integrata da una produzione di contenuto valido, nuovo e costante.</p>
<p>Per aggiungere tutti questi servizi google a fatto uso di WikiaSearch un servizio che <span>Cedric Dupont, Product  Manager di Google, ha definito rivoluzionario.</span></p>
<p><span>Per una piccola panoramica del servizio vi invito a guardare il video proposto qui sotto che mostra alcune delle funzionalità disponibili.</span></p>
<p><span>[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=t8Pl1H0dIXE]</span></p>
<p><span>Ernesto<br />
</span></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Twitter spiegato in maniera semplice ed efficace</title>
		<link>http://blog.webperformance.it/2008/11/21/twitter-spiegato-in-maniera-semplice-ed-efficace/</link>
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		<pubDate>Fri, 21 Nov 2008 15:16:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ernesto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Di twitter parlo moltissimo negli ultimi tempi ma mi rendo conto che non tutti hanno già avuto a che fare con questo strumento. Questo video spiega di cosa si tratta e come và utilizzato. [youtube=http://www.youtube.com/watch?v=ddO9idmax0o]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Di twitter parlo moltissimo negli ultimi tempi ma mi rendo conto che non tutti hanno già avuto a che fare con questo strumento.</p>
<p>Questo video spiega di cosa si tratta e come và utilizzato.</p>
<p>[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=ddO9idmax0o]</p>
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		<title>Social Bookmarking: servizi utili o spam?</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Nov 2008 17:08:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Martino Mosna</dc:creator>
				<category><![CDATA[Social]]></category>
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		<category><![CDATA[bookmarks]]></category>
		<category><![CDATA[delicious]]></category>
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		<description><![CDATA[Oggi ho passato la giornata a spaccarmi letteralmente la testa tra le miriadi di servizi di social bookmarking disponibili nell&#8217;intera rete. Sono tanti. Tantissimi. E ognuno cerca di essere innovativo a modo suo per farsi strada in mezzo a questa concorrenza che è diventata ormai spietata. Il risultato naturalmente è che ogni strumento è diverso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi ho passato la giornata a spaccarmi letteralmente la testa tra le miriadi di servizi di social bookmarking disponibili nell&#8217;intera rete. Sono tanti. Tantissimi. E ognuno cerca di essere innovativo a modo suo per farsi strada in mezzo a questa concorrenza che è diventata ormai spietata.</p>
<p>Il risultato naturalmente è che ogni strumento è diverso da usare. Delicious è diverso da Digg che è diverso da Faves e potrei andare avanti all&#8217;infinito. L&#8217;uso di ciascuno di questi strumenti quindi non è esattamente immediato.</p>
<p>La domanda che mi è sorta spontanea alla fine di tutto è: c&#8217;è davvero bisogno di tutti questi servizi? O stiamo semplicemente sovraccaricando la rete di un mare di informazioni inutili?</p>
<p>Martino</p>
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