Social Bookmarking: servizi utili o spam?

Oggi ho passato la giornata a spaccarmi letteralmente la testa tra le miriadi di servizi di social bookmarking disponibili nell’intera rete. Sono tanti. Tantissimi. E ognuno cerca di essere innovativo a modo suo per farsi strada in mezzo a questa concorrenza che è diventata ormai spietata.

Il risultato naturalmente è che ogni strumento è diverso da usare. Delicious è diverso da Digg che è diverso da Faves e potrei andare avanti all’infinito. L’uso di ciascuno di questi strumenti quindi non è esattamente immediato.

La domanda che mi è sorta spontanea alla fine di tutto è: c’è davvero bisogno di tutti questi servizi? O stiamo semplicemente sovraccaricando la rete di un mare di informazioni inutili?

Martino

12 comments

  1. Mackley
    19 novembre 2008

    Delicious è utile per la sua integrazione in Mozilla Firefox con una estensione, che si sostituisce al sistema di gestione dei segnalibri.

  2. Martino
    19 novembre 2008

    Delicious effettivamente già lo usiamo in azienda come raccoglitore di risorse web e ci è molto utile…

  3. Ernesto
    19 novembre 2008

    La cosa migliore è l’organizzazione a tag, che porta via un po di tempo in fase di inserimento ma è una vera manna quando c’è da cercare.

  4. Fabio
    19 novembre 2008

    Concordo solo in parte con il contenuto del post, mi spiego…
    Credo che i servizi di social bookmarking siano utilissimi (anche se non ho capito perchè viene citato Digg nel post…) e che in un certo senso creino “dipendenza”. Io ad esempio uso Delicious – sia per link personali che per lavoro – e a questo punto non ho alcun incentivo a spostarmi verso un altro servizio. Il vero problema (per me almeno) arriva quando mi rendo conto che – seguendo un processo mentale non del tutto lineare – certi link li salvo nei bookmarks del mio browser, certi altri in delicious e altri ancora li posto in Facebook (che alla fine per fa in parte anche la funzione di delicious, anche se è solo una lista non organizzata tramite tag o altro). Il problema è quando non so più dove andare a cercare cosa, ma questo immagino sia un problema mio! 🙂

    Ad ogni modo i vari social bookmarking sites hanno l’immenso pregio di permettermi di avere i miei bookmarks su qualsiasi computer e di dare anche una dimensione ‘social’ a quei link… nel mio caso alcuni link relativi alla mia start up sono stati scoperti da altra gente proprio grazie a delicious… oppure posso condividere in maniera efficace e indolore link d’interesse per tutto il mio team.

    In conclusione: lunga vita al social bookmarking e speriamo che il futuro porti sempre più intergrazione tra servizi e piattaforme piuttosto che altri siti apparentemente uguali a quello che già c’è!

  5. Martino
    19 novembre 2008

    @Fabio: dici che Digg non è un servizio di Social Bokmarking? Alla fine è semplicemente una raccolta di link “interessanti”.

    Cambia il modo di presentarli forse (anzi, cambia di molto), ma la sostanza in fondo non si allontana di molto…

  6. Ernesto
    19 novembre 2008

    @Fabio: io definirei digg un servizio di segnalazione di materiale interessante, non molto diverso dal concetto di preferito solo che in quel caso l’interesse è personale.

    Un preferito allargato e sociale insomma.

  7. Fabio
    21 novembre 2008

    Ernesto e Martino, da una parte concordo con ciò che dite però vedo l’utilizzo di Delicious (come sinonimo di social bookmarking site) e Digg solo in parte sovrapposto. Nel senso, Digg fa “discovery” di news, fa circolare le notizie che in base alla sua community sono più interessanti, mentre Delicious fa principalmente “storage” di informazioni e solo in parte permette di scoprire nuovi contenuti (personalmente non credo che molti utenti utilizzino Delicious in prima istanza come servizio dove andare a scoprire nuovi contenuti, semmai la vedo un’attività accessoria di chi utilizza per salvare e condividere i propri bookmark).

    Ad ogni modo il bello di servizi come quelli di cui stiamo parlando è che ognuno ne trova il suo utilizzo ideale e come dice il buon Guy Kawasaki “let a thousand flowers blossom”… molti servizi online dovrebbero “funzionare” in una certa maniera secondo i loro creatori ma poi prendono pieghe diverse e diventano popolari per utilizzi che all’inizio non si era neppure immaginato.

  8. Ernesto
    22 novembre 2008

    Fabio concordo in pieno con quello che hai detto, soprattutto con il passaggio riguardante l’approccio personale che rappresenta pienamente il mio modo di vedere il web..

  9. Marco
    16 febbraio 2009

    Martino, è come se una persona dicesse che ci sono troppi ristoranti o troppi alimentari, ma che cosa significa?

  10. Martino
    16 febbraio 2009

    @Marco: che se cerco un ristorante indiano, e trovo un cino-vietnamita, un giappo-coreano e un indo-pakistano, forse torno a casa a cucinarmi una pasta 😀

  11. graficchiando
    14 aprile 2009

    @Martino….io ne approfitterei per gustare la cucina che non conosco tra quelle che hai citato.

    Interessanti riflessioni….Credo che il “personale” e cioè l’uso che ognuno di noi fa di questi servizi sia alla base di tutto!

    Grazie per l’ospitalità!

  12. Martino
    15 aprile 2009

    @graficchiando: forse hai ragione. Anche se trovo l’offerta complessiva alquanto disorientante, specie per un new user…

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