Keywords sull’URL e posizionamento sui motori di ricerca: Alcuni Falsi Miti

Ok, questo è forse il primo post tecnico strettamente SEO su questo blog. Se non vi interessa, passate pure oltre che non vi perdete nulla. Se invece vi siete fatti almeno per una volta la domanda:

Meglio la keyword su un dominio di terzo livello o in una sottocartella?

Oppure:

Ma mi conviene fare l’url rewrite? Mi han detto che Google penalizza i siti con url con codici numerici…

Io queste domande ultimamente le ho sentite talmente spesso che un po’ mi sarei anche stufato ed è arrivato il momento di sfatare alcuni falsi miti legati all’uso delle keywords all’interno dell’URL.

Iniziamo con una fonte “autorevole”, ovvero i Search Engine Ranking Factors di SeoMoz e nello specifico il peso dei dati relativi alle keywords. Possiamo già vedere di per sè che l’uso delle keywords nell’URL è ben lungi dall’essere un fattore importante o in qualche modo largamente determinante per un buon posizionamento (il che significa che se vi hanno venduto per SEO del semplice url rewriting beh, siete stati fregati… ma questo è un altro discorso).

La seconda cosa che salta all’occhio è che la keyword nell’URL viene considerata avere sostanzialmente lo stesso peso, che sia nel terzo livello del dominio o nella stringa di cartelle/pagine. Unica eccezione, la parola chiave nel dominio principale, di secondo livello.

E questi sono i fatti, che si potrebbero anche prendere per oro colato e chiudere qui.

Ma fermiamoci un attimo a pensare al motivo per cui le parole chiave nell’url sono importanti. Cosa spinge un buon posizionamento? Domanda facile: i buoni link. Quand’è che i link sono buoni? Quando arrivano da siti pertinenti, con anchor text pertinente.

Ora, qual’è il modo più comune di linkare? Prendere l’url e schiaffarlo direttamente sul blog/sito/forum, così come sta e giace. Tutti d’accordo?

E se la keyword sta già nell’url, va da se che ognuno di questi link la conterrà al suo interno come anchor text. Pertinente. Ecco il reale motivo dell’importanza di usare le parole chiave nell’url.

Va da se che il massimo della prestanza si ha sul secondo livello (il più linkato), sottocartelle, pagine o domini di terzo livello saranno inevitabilmente meno linkati e quindi avranno meno potere di posizionamento. Ecco fatto, non è una magia, c’è un perché ben preciso. E quindi alle domande di cui sopra rispondo:

E’ indifferente che la keyword stia in un dominio di terzo livello o in una cartella. L’importante è farsi linkare.

E ancora:

Google non penalizza chi non fa uso di url rewrite. Semplicemente utilizzare l’url rewriting avvantaggia sul lungo periodo, quando si ricevono link spontanei. Anche in caso di conversione da url normale a url riscritto, sarà necessario del tempo per avere sensibili effetti positivi.

Ecco fatto, ho detto la mia. Se c’è qualche SEO all’ascolto, aspetto repliche, critiche, osservazioni. Anche diffusioni sono ben accette 😉

3 comments

  1. uberVU - social comments
    14 gennaio 2010

    Social comments and analytics for this post…

    This post was mentioned on Twitter by martino_seorama: Keywords sull’URL e posizionamento sui motori di ricerca: Alcuni Falsi Miti: http://wp.me/pkAWw-4W

  2. ilDany
    14 gennaio 2010

    Secondo me un altro fattore positivo dell’url rewrite è la leggibilità dell’indirizzo del sito quando compare in una serp. Un indirizzo “parlante” ha, secondo me, decisamente più appeal.

  3. Martino Mosna
    15 gennaio 2010

    Sicuramente migliora il CTR, come effetto di breve periodo. Ma infatti solitamente approvo l’uso dell’url rewrite.

    E’ pur vero che in alcune situazioni è necessario fare vagonate di redirect 301… e finché è un server Apache stiamo tranquilli… ma non mi parlare dei 301 in aspx 😀

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