Quiz mania: come sfruttare i quiz in una strategia di web marketing

Le persone amano fare quiz. Non importa se sia un test per scoprire a quale animale si corrisponde, chi si è stati nella vita precedente o quale sia la percentuale di affinità con il proprio partner. Non importa neanche se il test abbia o meno una base scientifica. Rispondere alle domande, infatti, permette di soddisfare un’esigenza comune a tutti: scoprire di più su se stessi, definirsi e distinguersi.

I quiz su Internet e social network

E’ per questo motivo che i quiz hanno sempre avuto enorme successo e dalle pagine delle riviste hanno raggiunto Internet e più recentemente invaso i social network. Un esempio è  “What city should you actually live in?”, pubblicato dal sito BuzzFeed a inizio 2014 e che ha avuto ad oggi 20.728.355 visite.

Esistono anche dei siti che si occupano esclusivamente di test, come Qzzr, un network di utenti che creano e rispondono a quiz che registra una crescita del +330% ogni mese, oppure PlayBuzz che è stato ad ottobre 2014 la seconda pagina Facebook con più condivisioni da parte dei fan.

Perché gli utenti amano fare e condividere quiz

Qualche tempo fa, Wired ha intervistato in proposito Sherry Turkle, psicologa e cultural analyst per MIT – Massachusetts Institute of Technology, che ha condiviso con i lettori una considerazione molto interessante.

La premessa è che prima dell’avvento dei social media le persone facevano quiz ma potevano coinvolgere solo gli amici fisicamente presenti. Partecipare a un test significava quindi concedersi un momento di divertimento tra sè e sè.

Ora, invece, i social network danno la possibilità di condividere in tempo reale il risultato con tutti i propri contatti. Ne deriva che gli utenti non fanno più i quiz solo per il proprio divertimento, ma anche per condividere il profilo ottenuto, ossia per comunicare agli altri informazioni personali.

Secondo la Turkle, “noi sentiamo chi siamo in base a quello che condividiamo”: pubblicare o condividere i nostri contenuti ci permette cioè da una parte di rafforzare l’idea che abbiamo di noi stessi, dall’altra di creare negli altri una considerazione positiva di noi.

Christine Whelan, sociologa alla University od Wisconsin, sostiene inoltre che condividere i risultati di un quiz sia un modo per dire qualcosa di sè senza sembrare vanitosi, nonché un modo per iniziare una conversazione con gli amici sulla propria bacheca.

Come sfruttare i quiz in una strategia di web marketing

Il quiz ha assunto grazie all’avvento dei social media un’innegabile popolarità, dimostrandosi uno strumento efficace per il coinvolgimento degli utenti: da una parte, come abbiamo visto, permette loro di scoprire qualcosa in più su se stessi, dall’altra li stimola alla condivisione dei risultati ottenuti con tutti gli amici.

Per questo motivo, pensiamo che il quiz dovrebbe far parte della strategia di web marketing di qualsiasi azienda come strumento per la lead generation. Per raggiungere dei risultati, però, nella creazione del test occorre fare attenzione a tre aspetti:

1) L’argomento 

Per essere davvero coinvolgente, il quiz deve trattare un argomento inerente al brand e interessante per il target. Ecco due esempi di successo della categoria Automotive, siti che per coinvolgere la loro audience hanno creato dei test auto e motori. Il primo è quello di Carwow, portale inglese che aiuta gli utenti a scegliere e acquistare l’auto giusta: il suo test “The world’s hardest car quiz” è stato fatto da ben 215.000 utenti. Un altro esempio è quello della community Car Throttle e del suo quiz “Are you a true gear head?”, che è stato fatto da 330.000 persone e condiviso su Facebook dal 10% degli utenti.

Quiz del sito Car Throttle su Facebook

2) Le domande

Per essere credibile, il test deve avere delle domande ad hoc, che comunichino la competenza di chi le pone. Riprendiamo l’esempio di “The world’s hardest car quiz” di Carwow: questo test contiene domande specifiche sulle auto, che denotano l’esperienza e le profonde conoscenze del sito su questo argomento. Se le domande fossero state poste in modo non competente, gli utenti avrebbero considerato il quiz poco attendibile.

3) Il tono di voce

Se è chiaro che un quiz nasce per coinvolgere e intrattenere il target, è altrettanto evidente che per riuscirci debba utilizzare anche un tono adatto e informale. Ciò non solo rende più divertente l’esecuzione del test da parte degli utenti, ma contribuisce anche alla viralità del progetto perché ne favorisce la condivisione e il dialogo tra gli utenti.

Case history: quiz MasterMassaia per Drugstore.it

Anche al nostro cliente Drugstore.it abbiamo consigliato la realizzazione di un quiz per creare engagement e raccogliere nuovi lead. Per questo e-commerce di prodotti per l’igiene e la cura della casa, della persona, dell’infanzia e degli animali, abbiamo realizzato un test dedicato al target femminile. Ne abbiamo già parlato in questo blog, si tratta del Quiz MasterMassaia.

Il test rispetta tutte le caratteristiche che vi abbiamo consigliato per ottenere la massima efficacia. L’argomento scelto è infatti inerente al contesto merceologico dell’e-commerce: le 10 domande mettono alla prova le utenti riguardo alle faccende domestiche (pulizia della casa, bucato, cucina, ecc.). Il tono utilizzato è ironico: il quiz è una parodia del famoso show televisivo MasterChef e assegna alle utenti i profili di Master massaia, Assistente massaia o Casalinga disperata.

In aggiunta, abbiamo incluso nella strategia anche un incentivo per convincere il target a lasciare la propria mail: 5€ di sconto per la spesa online. I risultati finora ottenuti sono lusinghieri.

Nuovo test MasterMassaia

 

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