“Blog e siti web in estinzione, come i dinosauri”: le previsioni del co-fondatore di Twitter

dinosauriLe ultime affermazioni del co-fondatore di TwitterEvan Williams, sul futuro di Internet hanno creato così tanto scalpore da ottenere immediatamente una risonanza mediatica mondiale.

Evan Williams, co-fondatore di Twitter

Evan Williams, co-fondatore di Twitter

Durante il recente Summit i2 a San Francisco, infatti, ha dichiarato: “I siti web sono nella stessa situazione in cui erano i dinosauri alla fine del periodo Cretaceo, 65 milioni di anni fa. Ovvero in procinto di estinguersi”.

E ancora: “Il futuro non è creare un nuovo sito web. Questa idea è morta. Un sito web individuale non interessa. Internet non sarà fatta da miliardi di persone che visitano milioni di siti web. Il futuro sarà di grandi piattaforme centralizzate“.

summit I2 di Sovrn

i2 Summit 2015, tenutosi lo scorso 9 settembre a San Francisco

Williams sostiene cioè che con la monopolizzazione di Internet da parte dei social network, Facebook in primis, le strutture del web 2.0 stanno pian piano scomparendo a favore di grandi piattaforme centralizzate che ospiteranno la maggior parte dei contenuti.

Sicuro delle sue previsioni, infatti, dopo Twitter ha creato anche Medium.com, una piattaforma di blogging multi-autore con oltre 300mila utenti che producono contenuti e 25 milioni di visitatori unici al mese.

sito usa Medium.com

La nuova piattaforma di blogging multiautoriale, Medium.com

La profezia del giornalista Paul Boutin nel 2008

Il punto di vista di Williams, però, non è nuovo. Già nel 2008 qualcun altro aveva azzardato l’“estinzione” dei blog. Si tratta di Paul Boutin , che dalle pagine di Wired consigliava ai lettori di non aprire alcun blog e anzi di chiudere quelli già esistenti, perché questi siti non avevano futuro.

Allora, cioè 7 anni fa, i blog erano un trend in forte crescita. Basti pensare che dai 36 milioni di blog personali del 2006 si è passati ai 173 milioni del 2011, secondo uno studio di NM Incite, società del Gruppo Nielsen/McKinsey.

Paul Boutin

Paul Boutin, giornalista per Wired e New York Times

Questo aumento non era però dovuto a un’esplosione del fenomeno blogging, ma alla diffusione di Internet nel mondo. In altre parole, via via che il web si diffondeva, insieme ai nuovi utenti nascevano anche nuovi blog.

Lo conferma il fatto che, contemporaneamente a questa crescita mondiale, negli Stati Uniti iniziavano invece a diffondersi Facebook e i social network e i giovani abbandonavano i loro blog. Secondo uno studio di PewResearch Center, i blogger tra i 12 e i 17 anni, infatti, sono scesi dal 28% del 2006 al 14% del 2009.

Degno di nota, a questo proposito, un articolo di Jason Jottke su Nieman Lab, dal titolo “The blog is dead, long live the blog”, secondo cui se nel 1997 i giovani creavano i propri blog e nel 2004 questa tipologia di sito era “the king”, oggi la probabilità che un ragazzo apra un blog è la stessa che acquisti un CD.

blog teenager

Pew Research Center’s Internet & American Life Project surveys

Le piattaforme centralizzate riusciranno davvero a sostituire blog e siti web?

Oggi la maggior parte del traffico internet non proviene più solo dai motori di ricerca ma anche e soprattutto da Facebook. Le visite ai più grandi siti di contenuti, ad esempio i quotidiani online, provengono cioè principalmente dai social network.

E’ un dato di fatto che rende verosimile la previsione di Evan Williams sull’estinzione di blog e siti web in un futuro molto vicino.

C’è però un grande punto interrogativo circa la sostenibilità delle piattaforme centralizzate che dovrebbero sostituirli. Solo Facebook, infatti, sembra aver individuato al momento il suo modello di business, mentre per gli altri social network non è così.

Evan Williams ipotizza per Twitter e Medium l’introduzione di forme pubblicitarie e contenuti sponsored, scartando però il display (banner e video) che secondo lui entro 5 anni non saranno più redditizi, a favore del native advertising che invece continuerà a funzionare.

Stiamo a vedere come si evolverà la situazione! 🙂

 

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