L’importanza dei dati nelle DEM: 3 trucchi per il re-engagement

L’importanza dei dati è una questione che ci sta molto a cuore.

Operando come agenzia di web marketing specializzata in pubblicità su Internet a performance, infatti, per primi abbiamo imparato come l’utilizzo dei dati sia necessario per ottimizzare anche qualsiasi altro tipo di campagna e migliorare tutti i risultati online.

I dati nel Direct Email Marketing

Per quanto riguarda le campagne DEM, ad esempio, condividiamo i consigli del columnist Paul Ford, che sulle pagine web di Marketing Land ha rilasciato un’intervista su come riconquistare gli utenti ormai inattivi.

Anche in questo caso, i dati sono di fondamentale importanza e permettono di definire 3 trucchi per il re-engagement.

1) Diminuire la frequenza degli invii

direct email marketingPer coinvolgere con successo un destinatario inattivo, una semplice “campagna di re-engagement” può non essere sufficiente se alla base non c’è una raccolta e analisi dei dati precedenti.

In altre parole, ogni singolo invio deve essere misurato in termini di engagement (aperture e click) in tempo reale, in modo da capire quanti e quali destinatari dimostrano interesse. In base a questo, si hanno delle indicazioni per l’invio successivo, che va indirizzato solo a quegli utenti che si sono precedentemente dimostrati interessati.

Nel caso in cui ci fossero feedback negativi, uno dei motivi potrebbe essere che alcuni destinatari non sono interessati ai nostri contenuti, oppure che i nostri invii sono troppo frequenti. In entrambi i casi, è bene abbassare la frequenza d’invio.

Come DEM successiva per i destinatari non interessati, è bene utilizzare invece un’email che negli ultimi mesi sia risultata più performante rispetto alle altre: ad esempio, una mail che abbia registrato un alto tasso di apertura.

Naturalmente, se non si possiedono ancora queste informazioni su tassi di click e di apertura delle proprie DEM, bisogna iniziare a raccoglierle. Ad esempio, si può inviare una DEM ad altri destinatari e valutare il feedback. Se è superiore alla media, allora la stessa email può essere inviata anche agli utenti che non risultano più coinvolti dalle proprie comunicazioni. Inviare altri contenuti può rivelarsi al contrario una perdita di tempo.

2) Segmentare i propri destinatari

demMonitorare da vicino e con frequenza le mail che si mandano è importante, così come ridurre la frequenza di invio per quegli utenti che si dimostrano disinteressati. Tuttavia, questi due procedimenti da soli non garantiscono un miglioramento del coinvolgimento dei destinatari.

Bisogna procedere anche alla segmentazione delle proprie liste di utenti in base al livello di coinvolgimento: suddividendole, ad esempio, in “destinatari piu coinvolti”, “destinatari poco coinvolti” e “destinatari meno coinvolti”. In questo modo, la frequenza di invio può essere ottimizzata per ognuno dei segmenti e la loro interazione migliora.

3) Ottimizzare le DEM per il mobile

demLa crescita esponenziale del mobile non può essere ignorata. Oltre alla necessità di sviluppare contenuti adatti a uno schermo più piccolo, ci sono altri aspetti da valutare con attenzione.

Ad esempio, i dati sulla posta elettronica provenienti dagli smartphone dicono che alcuni dispositivi aprono automaticamente le email con scansione antivirus. Questo fa sì che la percentuale di open rate risulti del 100%, mentre in realtà non è così. Bisogna quindi analizzare i dati in modo più scrupoloso.

Una seconda sfida del mobile è la modifica della frequenza di invio: gli utenti che controllano frequentemente la loro posta elettronica su mobile, infatti, possono infastidirsi di trovarvi sempre lo stesso mittente.

Insomma, ogni device mobile è diverso e richiede un’interpretazione dei dati diversa rispetto a quella che si utilizza per le mail su desktop.

 

In sintesi, monitorare i dati delle proprie campagne DEM e modificarle in base ai dati che rivelano il comportamento degli utenti permette di migliorare i livelli di re-engagement dei destinatari.

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