Google Search Console “Beta”

Google Search Console “Beta” è ora accessibile a tutti gli account. Tra le nuove feature il rapporto sulle pagine AMP e la possibilità di visualizzare dati storici fino a 16 mesi.

 

Google Search Console è un servizio gratuito offerto da Google che consente di monitorare e gestire la presenza di un sito nei risultati della Ricerca Google. Per chi non fosse particolarmente familiare con lo strumento, chiunque non si occupi personalmente della gestione del sito o non sia un marketer esperto, le principali funzioni sono:

 

1) La possibilità di verificare che le diverse sezioni del sito siano accessibili da Google.

2) L’invio dei nuovi contenuti da sottoporre a scansione e la rimozione dei contenuti che non si desidera vengano visualizzati nei risultati di ricerca.

3) Il monitoraggio e la risoluzione di eventuali problemi legati a malware o attività di spam

4) La possibilità di ottenere informazioni dettagliate su come il sito appare in SERP, quali keyword generano un maggior numero di impression e quale sia il relativo CTR.

5) Il controllo dei link in ingresso e la loro gestione.

 

Lo strumento, per quanto efficace, era piuttosto “datato” sia sotto l’aspetto dell’usabilità che carente in alcune delle nuove funzionalità lanciate dallo stesso Google. Per questi motivi fin da agosto 2017 è iniziata una fase di testing durante la quale Google ha reso disponibile solo per alcuni account la nuova versione della piattaforma; versione che è aperta a tutti da gennaio 2018.

 
La prima novità della nuova versione che salta subito all’occhio è l’Index Coverage Report che fornisce informazioni su quali specifiche URL vengono indicizzate e fornisce anche una spiegazione sul perché particolari URL potrebbero non essere indicizzate; vengono inoltre fornite linee guida per risolvere eventuali problemi tecnici e uno strumento di diagnostica per velocizzarne il fixing.

 

google search console

 

Questa schermata è sicuramente molto interessante perché permette di visualizzare, come detto, lo stato di indicizzazione di ogni singola URL.

 

La novità davvero sorprendente, per come si era sempre comportato Google su questo fronte, è però la possibilità di visualizzare i dati storici relativi alle performance dei 16 mesi precedenti, contro i soli 90 giorni della versione precedente. I dati che possono essere indagati sono le keyword per le quali il sito si posiziona, il loro posizionamento, le impression e i click che hanno generato e quali pagine si sono meglio posizionate. Tutte queste informazioni possono essere segmentate sia per paese che per dispositivo.

 

 

Leave a Reply

Name*

e-Mail * (will not be published)

Website